Il Tirreno

alla diga di teglia 

La Edison si “arrende” Cancella la reperibilità speciale per gli operai

Manuela D'Angelo

La Cgil aprì una vertenza che partirà dal 24 maggio I lavoratori per 15 ore dovevano rimanere in caso d’urgenza

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La vertenza dei lavoratori della diga di Teglia, nel comune di Pontremoli, famosa per essere stata protagonista di una devastante alluvione, contro Edison, uno dei colossi dell’energia, sta continuando, nonostante il cambio di rotta aziendale. Edison ha fatto un passo indietro, “accontentando” di fatto la Cgil di Massa Carrara e gli operai, ma decidendo di esternalizzare il servizio di reperibilità, che i lavoratori non volevano più fare, perché pericoloso e non retribuito.

La questione scoppiò ad inizio anno: la Cgil di Massa Carrara aprì una vertenza sindacale pilota contro Edison, per sovvertire il sistema con cui venivano organizzate e retribuite le ore di reperibilità speciale, previste in ogni campo lavorativo dalla legge italiana.

Nella diga di Teglia, spiegò all’epoca Nicola Del Vecchio, segretario generale della Filctem, ogni operaio alla fine del proprio turno di lavoro, iniziava il periodo di reperibilità, di 15 ore, non retribuite ovviamente, a meno che non ci fosse un’emergenza e dovessero quindi diventare operativi.

Un po’ come avviene al medico che, finito il suo turno in ospedale va a casa e, se reperibile, “scatta” al momento della chiamata. I lavoratori di Teglia, però, non potevano andare a casa propria e tornare in diga qualora ci fosse un’urgenza.

A causa della distanza e della zona impervia, Edison non permetteva agli operai di lasciare la diga e gli faceva trascorrere le ore di reperibilità in una casetta, staccata dal guardianaggio, posta sulla cima dell’impianto, in isolamento, senza la possibilità di chiedere aiuto a nessuno, senza potersi addormentare, e dovendo staccare il loro salvavita, perché Edison permette di utilizzarlo soltanto durante l’orario di lavoro, e non durante la reperibilità. Con l’avvocato Poletti la Cgil presentò due esposti, e la prima udienza davanti al giudice del lavoro, per quanto fatto passare agli operai tra il 2017 e il 2018, si terrà il prossimo 24 maggio. Intanto però Edison si è organizzata: la famigerata reperibilità speciale è stata accantonata.

Sempre Del Vecchio spiega che “dal primo aprile 2019 il servizio di guardianaggio in diga viene svolto da una società a cui è stato appaltato il servizio all’esterno. La società farà osservare ai suoi dipendenti un orario di lavoro su turni, analogo a quello osservato dai lavoratori Edison prima dell’ordine di servizio del 2017. I lavoratori di Edison, fino ad oggi comandati a svolgere la reperibilità speciale, sono stati invece destinati ad altre mansioni in lavoro giornaliero”.

La Cgil di Massa Carrara, quindi, al momento ha vinto su tutta la linea: i suoi lavoratori non dovranno più effettuare la reperibilità speciale, rischiando la vita ogni notte, il servizio è stato appaltato all’esterno, sono stati dati quindi nuovi posti di lavoro e questi nuovi operai effettueranno il servizio in tutta sicurezza, così come aveva chiesto il sindacato per i lavoratori Edison, cioè su turni di otto ore ciascuno.

«Sorge spontaneo un dubbio- conclude Del Vecchio- E’ mai possibile che una semplice notifica di ricorso abbia smosso un gigante come Edison? Con maestria e velocità l’azienda si presenterà dinanzi al Giudice con le carte in tavola abilmente sovvertite, quasi come se avesse avuto il sospetto che il punto fondamentale del ricorso, la sicurezza, fosse fondato. A questo punto, sempre uniti al fianco dei lavoratori di Edison, non ci resterà che attendere l’esito del giudizio, il 24 maggio». —



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