Gli ex Pignone chiedono aiuto «Paghiamo noi per l’amianto»
domani in comune alle 11 la conferenza stampa per la raccolta fondi
carrara. Novanta operai e le loro famiglie dovranno pagare 21mila euro di spese legali al Nuovo Pignone e per farlo hanno scelto un metodo unico, di sicuro il primo in Italia. Una raccolta fondi su una piattaforma online, che domani alle 11 presenteranno nella sala Consiliare del Comune di Carrara. Invitando la stampa ma soprattutto i politici locali, per chiedere un aiuto nella raccolta e soprattutto una spinta legislativa per modificare l’articolo 92 del codice civile e reintrodurre la compensazione per i lavoratori che fanno causa. In pratica un metodo di tutela per la parte più debole nei processi di lavoro.
«Gli ex dipendenti della Nuovo Pignone - scrivono nel comunicato per lanciare la conferenza stampa - sono stati esposti all'amianto ed ad altri agenti morbigeni (fumi di saldatura, polveri di molatura, agenti irritanti e chimici): molti si sono ammalati, alcuni sono deceduti, moltissimi hanno paura di ammalarsi. In una coorte di circa 700 dipendenti, almeno il 2% di questi sono deceduti, o sono oggi ammalati, a causa di Mesotelioma Pleurico, malattia estremamente rara e riconducbile alla suddetta esposizone. Moltissimi altri della predetta coorte, si sono ammalati di Carcinomi Polmonari, Bpco (Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva), Fibrosi interstiziale e Placche Pleuriche». Tutti hanno fatto causa.
A distanza di oltre 15 anni dall'inizio delle cause, che hanno avuto esiti altalenanti nei diversi gradi di giudizio a seguito di una modifica dell’articolo 92 del codice civile, la Corte di Cassazione li ha condannati a pagare spese legali all'ex datore di lavoro, per un totale di quasi 95 mila euro.
I legali della Nuovo Pignone hanno ricevuto mandato dalla società di recuperare anche per le vie esecutive (pignoramenti di conti correnti ed esecuzione forzata di qualsiasi altro bene) le spese legali. E ora gli operai, tutti pensionati, rischiano anche i procedimenti esecutivi. Hanno aperto un conto corrente «nella speranza che anche donando solo 5€ si possa aiutare questi pensionati a pagare tale debito che incombe sulle loro pensioni», spiega il loro avvocato Nicoletta Cervia. I soldi raccolti quindi saranno tutti utilizzati per pagare le spese legali così come indicate nelle sentenze alla multinazionale, ex datrice di lavoro. —
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