Il Tirreno

polemica sulla frase sessista 

Elena Mosti: «Ferita e delusa da quelle parole di Baratta»

Tiziana Gori
Elena Mosti: «Ferita e delusa da quelle parole di Baratta»

Parla la consigliera e chiede al sindaco di prendere le distanze dall’assessore «Si apra una riflessione nella sede che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini»

4 MINUTI DI LETTURA







«In quanto Elena, personalmente, non mi sento particolarmente ferita dalle parole dell’assessore Baratta, perché sinceramente, del suo giudizio mi importa poco o nulla. Ma come donna e consigliera sì, mi sento ferita e delusa».

«Come consigliera – prosegue Elena Mosti – mi indigno e lo faccio non solo per me, ma per tutte le donne, anche per coloro che sempre in sede di Consiglio hanno risposto con risatine».

Donna di sinistra, ora nella lista Volpi, Elena Mosti si è presa sei giorni di tempo per buttare giù sensazioni su quanto successo e desiderata per il futuro. Mentre l’assessore al bilancio Pierlio Baratta auspicava la domenica che calasse «un velo di silenzio» dopo «giorni di insulti sui social» e «un clima surreale» venato di fanatismo, la Mosti invece vuole parlare proprio ora.

Quella frase dell’assessore nel consiglio di lunedì scorso: «Ho una bella moglie a casa che mi aspetta», l’ha presa come «sessista». Una mancanza di rispetto. «Ho chiesto di intervenire per fatto personale, ma il presidente del consiglio non me lo ha permesso», spiega. «Ho ricevuto molta solidarietà, ci sono state prese di posizione a mio favore dopo che il video è uscito su You Tube. Oggi, quindi, dopo aver ragionato e pensato a lungo dico la mia. Ho avuto per due anni e mezzo l’onore e l’onera di lavorare per la delega alle Pari Opportunità. Argomento complesso e delicato, fondamentale direi, che mi ha portato a capire quanto le parole siano importanti e quanto ancora, anche se lo sottovalutiamo, sia importante impegnarsi per l’uguaglianza tra uomo e donna. Ringrazio chi ha voluto darmi sostegno attraverso i quotidiani locali e i social. E i tanti che mi hanno telefonato o inviato messaggi. Ringrazio chi si è schierato, non solo per me, ma per un senso di rispetto più grande che riguarda tutte e tutti».

Le ricerche nazionali ed internazionali, come ad esempio il rapporto ombra per il Grevio redatto da associazioni ed esperte sui temi della Convenzione di Istanbul e presentato a Roma il 26 febbraio «fanno emergere quello che caratterizza l’Italia rispetto ad altri Paesi europei: una criticità nella e della cultura, cioè una cultura sessista che si vede e si sente in tutti i linguaggi: in quello dei media, in quello politico da destra a sinistra, addirittura nel linguaggio scolastico.

Linguaggi che sono pensieri e che ancora non ammettono un certo tipo di educazione rispetto ai ruoli tipici da bambino e bambina. Questa rigidità degli stereotipi porta alla disparità di potere e alla violenza. In quanto Elena, personalmente, non mi sento particolarmente ferita dalle parole dell’assessore Baratta. Come donna e consigliera sì, mi sento ferita e delusa.

Nel riguardare e riascoltare il video, vedere le assessore ridere di gusto e sentire per l’ennesima volta lo scherno in sottofondo mi fa capire che il pensiero e la mentalità attuali vanno verso quella direzione, che non mi pare sia di imparzialità. Negli anni ne ho viste tante di battaglie in aula, anche durissime, con imprecazioni ed anatemi, ma c’era spesso un’etica, un rispetto, un senso dei ruoli ed un modo di parlare che adesso non vedo e non sento più.

E nelle rare occasioni in cui sono mancati, il sindaco o il presidente del Consiglio ammonivano e prendevano parte. Non so quale tipo di esempio può dare un assessore che quindi è una carica istituzionale che all’interno di un Consiglio comunale fa battute nei confronti di una consigliera in quanto donna. Perché non eravamo amichevolmente ad un bar o in qualche situazione informale. Eravamo – evidenzia Mosti – nell’aula del Consiglio della nostra città. E perché diciamocelo, se si fosse trattato di un uomo quel tipo di battuta non sarebbe proprio balenata alla mente.

In quanto consigliera coinvolta mi indigno e lo faccio non solo per me, ma per tutte le donne, anche per coloro che sempre in sede di Consiglio hanno risposto con risatine. Perché è ora di non far passare più alcun messaggio becero e discriminatorio, è ora di dire basta a questo tipo di cultura soprattutto nelle sedi istituzionali. Molte e molti hanno detto che “è stata solo una battuta” ma se ci riflettiamo, capiremo che dietro e davanti c è molto di più».

Cosa si augura la consigliera per l’immediato futuro? «Che si apra una seria riflessione proprio in quella sede che dovrebbe rappresentare tutti i cittadini e tutte le cittadine, che l’assessora Zanti con deleghe alle Pari Opportunità e violenza di genere si faccia carico della questione e che il sindaco e il presidente del Consiglio prendano le distanze da queste esternazioni». –



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web