«Un albo professionale per i restauratori che lavorano in edilizia»
CARRARA. «Il futuro del restauro del grande patrimonio architettonico apuano e italiano passa attraverso una collaborazione sempre più stretta e un rapporto di fiducia fra impresari edili e restauratori professionisti. Anche su questo punto Confartigianato sostiene da tempo un indirizzo ben preciso: la necessità di creare un albo professionale dei restauratori». Sono queste le linee tracciate dal presidente degli edili di Confartigianato, Emil Turba, al convegno “Quale futuro per il restauro” che si è svolto alla sede della Camera di commercio di Carrara, organizzato dalla restauratrice Emma Castè. «In un territorio come il nostro bisogna valorizzare al massimo una figura indispensabile come quella del restauratore – ha precisato ancora Turba – perché è la strada giusta per recuperare e dare nuova vita all’enorme patrimonio architettonico che qui come in tutta Italia rappresenta un valore aggiunto da non disperdere. Ed è essenziale anche per la categoria dell’edilizia definire con esattezza il ruolo del restauratore all’interno dei lavori di recupero e riqualificazione di immobili che hanno un importante valore storico e un pregio architettonico o artistico da preservare e tutelare. La conservazione e il recupero di un tale patrimonio ha bisogno non solo di un notevole investimento economico ma anche, e soprattutto, di un’attenta analisi del ‘costruito’ e di una puntuale conoscenza delle più moderne e efficienti tecniche di intervento volte a recuperare o conservare il manufatto storico». Studi attenti e interventi mirati di qualità che recuperano l’edificio in tutti i suoi dettagli «per dare corpo alla storia di cui fa parte – ha ribadito il presidente degli edili di Confartigianato -. Dobbiamo seguire i protocolli del cosiddetto ‘restauro scientifico’ e da soli non possiamo farcela: l’impresario edile ha bisogno di restauratori con cui instaurare uno stretto rapporto professionale e fiduciario. E’ una linea che Confartigianato ha sposato da tempo e che vuole fare del restauratore un valore aggiunto per l’edilizia, un binomio vincente per il rilancio della stessa edilizia e per la valorizzazione della qualità del restauro stesso». —
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