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La minoranza attacca: sulla vicenda fanghi c’è il rischio dissesto finanziario

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AULLA. Ancora un attacco della minoranza sulla questione della società Quercia Verde, che era proprietaria dell’area, nel quartiere della Ragnaia, sulla quale è sorto il supermercato Eurospin e ch avrebbe chiesto più di un milione e mezzo di euro al Comune di Aulla per l’occupazione temporanea d’urgenza del terreno dell’area ex Filanda, effettuata dal Comune nel post alluvione del 2011. La questione ha creato la prima seria fibrillazione nella maggioranza consiliare da quando che sostiene il sindaco Roberto Valettini con la levata di scudi della consigliere di maggioranza Katia Tomè, la quale ha espresso tutto il suo disappunto per essere stata, a suo dire, lasciata all’oscuro.

La richiesta di un milione e 583mila euro al Comune deriverebbe dal periodo post alluvione del 25 ottobre 2011, quando nell'area ex Filanda furono portati i fanghi dell'alluvione e le automobili spazzate via dalla furia dell'acqua del Magra in piena. E le minoranze consiliari non mollano la presa sul tema, ad iniziare dalla ex sindaca Silvia Magnani, secondo la quale «il Comune rischierà il dissesto finanziario. Di questo i cittadini devono essere preoccupati, perché saranno i primi a pagarne le conseguenze, ed è facile comprendere i motivi per i quali il sindaco Valettini non ha risposto alle poche domande che sono state poste. Ho chiesto al sindaco Valettini, e ancora chiedo, non avendo ottenuto risposte in consiglio comunale, perché prima di rilasciare una frettolosa licenza edilizia - prosegue Silvia Magnani - non sono state espletate tutte le verifiche relative ai fanghi presenti sull’area e chiedo ancora se su quei fanghi sono state effettuate le dovute analisi prima che iniziassero i lavori per la costruzione del capannone e non dopo».

Anche il coordinamento della lista civica "Idee in Comune", il principale gruppo consiliare di opposizione, non va giù leggero: «In pochi sapevano delle celate operazioni sull'ormai famigerata area Eurospin, l'area degli Ufo, a in cui sparivano fanghi e agivano ruspe senza che nessuno vedesse; quella in cui si frazionava e si movimentava senza che nessuno sapesse; quella in cui non si richiedevano le cartelle esattoriali e si tenevano nascoste le richieste di indennizzo. La maggioranza poteva approfittare per dare almeno qualche risposta, dato che in consiglio comunale non una domanda è stata evasa. Si ostinano a dire che loro si sono fatti carico. Per forza! Prima con cecità, dopo con le forzature; infine con il silenzio, hanno assecondato un progetto che coinvolgeva un’area dove erano presenti i fanghi, solo per questo se ne sono interessati. Ma poi che figure! Che fantasia e che acume politico nell'addossare le colpe alle precedenti amministrazioni». —

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