Il Tirreno

sconfinando 

In più di trecento, da Massa a Carrara Super camminata e per finire i taglierini

Francesca Vatteroni
In più di trecento, da Massa a Carrara Super camminata e per finire i taglierini

Le storie dei partecipanti: la 14enne Gaia è arrivata fino in fondo con la nonna, Tommaso, 11 anni, è venuto da Livorno

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. Oltre trecento partecipanti tutti stanchi ma tutti felici e soprattutto tutti arrivati alla meta pronti e affamati per la “tajerata’n t’fajoli” servita abbondante a Sorgnano, giusto premio per la estenuante fatica.

Sono gli escursionisti che hanno sconfinato durante la passeggiata tra le vigne e le colline di frontiera, tra Massa e Carrara, lunga più di 20 km tra salite e discese.

“Sconfinando” è appunto il nome dell’iniziativa di Proloco Rocca Malaspina, Pubblica Assistenza di Carrara e Cai di Carrara, sposata anche da Cai di Massa, Nausicaa la partecipata municipale (unisce Amia e Apuafarma), Avis e Proloco Fontia e che aveva il proposito di gemellare i due territori all’insegna di natura e cultura, con visite al Rifugio antiaereo di Massa, al Museo Diocesano di Massa, al Centro Arti Plastiche di Carrara e al Carmi, passando anche per i Duomi delle due città.

Partiti alle 9 della mattina a Massa e arrivati al Cap di Carrara alle 15 e 30, nei trecentotrenta walkers, molti ragazzi ma anche ultrasettantenni e bambini, dato che comunque si trattava di un percorso studiato appositamente per le famiglie, come testimonia Mario Ricciardi, presidente di Proloco Rocca Malaspina.

«L’idea è venuta a me parlando con Fabrizio Giromella, il presidente della Pubblica Assistenza di Carrara e insieme abbiamo pensato una passeggiata senza problemi: la pendenza più faticosa è stata quella da via Castagnara fino alla Scurtarola, nella via dell’Uva, ma comunque abbordabile» ha assicurato il presidente di Proloco Rocca Malaspina Ricciardi.

A supporto degli escursionisti c’erano comunque ambulanze, defibrillatori, fuoristrada e pulmini per accompagnare chi di loro avesse avuto bisogno di uno strappo alla tappa successiva, oltre a diversi punti di ristoro. Insomma a detta di tutti, dai più grandi ai più piccini, un’organizzazione impeccabile e una bella giornata trascorsa tutti insieme.

«Mi è piaciuta tantissimo – racconta Laura Serafini di Carrara, una degli sconfinanti– le vigne del Candia sono uno spettacolo e il Rifugio antiaereo mi ha fatto venire la pelle d’oca: un tunnel di 5/600 m dove dicono ci stessero 600 persone, ci sono ancora le panche e ti immagini la gente seduta lì durante il bombardamento. Mi ha colpito molto».

«Spero si ripeta – si augura Luigi Cherubini, di Massa, che tra l’altro si è detto pronto anche subito a rifare il tragitto di ritorno-è bello partire dai territori di Massa per arrivare a quelli di Carrara attraversando natura, tra colline, panorami e bellezze e poi è bello fare gruppo e aggregazione, entrando a contatto con culture diverse: una giornata di fratellanza tra due città per superare i soliti campanilismi e costruttiva dal punto di vista fisico, culturale e ambientalista».

Un messaggio, quello del gemellaggio tra i due territori apprezzato anche dalle rispettive Amministrazioni e attestato dalla presenza del sindaco carrarese Francesco De Pasquale e dall’assessore massese Marco Guidi. Ma gli escursionisti non erano solo massesi e carraresi, come Rebecca Bertuccelli che è di Ortonovo: «È stato bello camminare in mezzo alla natura» ha commentato.

E poi c’erano anche i più giovani come Gaia Grassi che ha 14 anni e ha partecipato insieme alla nonna: «Sono stanca ma lo rifarei» dice.

O come Tommaso Novelli che ha 11 anni e vive a Livorno: «L’ho fatta tutta-risponde orgoglioso se gli chiedi com’è andata-e la rifarei, però dopo i taglierini nei fagioli». –



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