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«Immobilismo? Gli inattivi sono stati solo Lama e Mottini»
Vicesindaco e assessora cacciati, il sindaco assicura: a breve i nomi dei sostituti Il Pd: la città non può essere ostaggio di questi teatrini, Persiani riferisca in consiglio
«Immobilismo? Se c’è stato lo si può attribuire a due assessorati che hanno dimostrato gravi carenze e lacune nell’elaborazione di progetti e nell’impostazione del lavoro». Francesco Persiani non lascia. Rilancia.
Alle dichiarazioni dei due assessori leghisti, Eleonora Lama e Guido Mottini, rimossi due giorni prima, il sindaco ribatte con la stessa moneta. Le accuse che Lama e Mottini hanno lanciato alla sua giunta, in carica da nove mesi, tornano al mittente. È guerra aperta, con i defenestrati che non si riconoscono responsabilità e il primo cittadino che non riconosce agli ex assessori l’onore delle armi.
«Le ragioni di Mottini e Lama sono riconosciute dall’opposizione? Meglio, mi preoccuperei se fossero riconosciute dalla maggioranza. Il nostro operato non possiamo valutarlo da soli, devono essere gli altri a giudicarlo. E quello dei due assessori è stato valutato negativamente dal resto della maggioranza».
I nuovi assessori saranno ancora «un uomo e una donna». In quota Lega, per rispettare i precedenti equilibri. «Saranno nominati a breve – continua Persiani – I cittadini hanno il diritto di essere tranquillizzati nel minor tempo possibile sul fatto che questa cosa non turberà l’andamento amministrativo della città».
Persiani afferma di avere le idee «già abbastanza chiare». Ma di volersi prendere alcuni giorni «per non ripetere gli errori del passato, e non fare nomine dettate solo da ragioni politiche».
Dalle opposizioni non si risparmiano attacchi frontali. Il Pd sembra preoccupato: «La città – sostiene il segretario comunale Luca Perinelli – non può essere ostaggio di questi teatrini. Se il conto non fosse tutto a carico della nostra comunità, farebbe quasi sorridere lo spettacolo che l’amministrazione sta dando. A neanche un anno dall’inizio del loro mandato hanno dato il via al valzer delle poltrone, con vicesindaco e assessore a cui vengono revocate le deleghe per “motivi personali”. Davvero si pensa di amministrare una città facendo scelte così politicamente rilevanti per motivi personali? Una leggerezza davvero troppo pericolosa. Sarebbe stato più onesto ammettere – affonda Perinelli – che a quanto pare abbiamo un prosindaco a Cascina che nelle vesti di leader regionale della Lega, decide le sorti anche di Massa per mano del sindaco Persiani (Susanna Ceccardi, ndr)». Sarebbe legittimo ora «che il sindaco si presentasse in consiglio per spiegare i veri motivi di questi stravolgimenti».
«Deleghe importanti e personalità che sembravano godere della piena fiducia del sindaco vengono letteralmente fatte fuori con un diktat irrevocabile che lascia di stucco – chiosa Articolo uno – l’intera città. Sotto i riflettori la mostra di Veneziano e l’opera raffigurante un Cristo in mutande leopardate. Che l’oscurantismo del Medioevo fosse il modello culturale a cui aspira Persiani lo avevamo già capito con le esternazioni sulle unioni civili, l’uscita dallo Sprar e la questione Bellugi. Tuttavia la giustificazioni non si esauriscono qui. Si parla di immobilismo. Se davvero c’è stata inadempienza allora anche il sindaco dovrebbe dimettersi vista l’inerzia in settori come ambiente, urbanistica, cave».
Per Carlo Paolini (Liberi e Uguali) colpisce «la brutalità con la quale sono stati cacciati Mottini e Lama, ma anche l’assenza di motivazioni plausibili. La mostra di pittura è solo fumo negli occhi». –
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