E all’inaugurazione la stele con la poesia di Ubaldo Bellugi è incatenata al cippo
Cerimonia senza le scuole e con grande dispiegamento di polizia. Il sindaco: è solo un modo per celebrare la città
«Quale miglior modo per celebrare questo giorno di festa se non con la poesia che è nel cuore di tanti massesi? Quella “Primavera de Massa” che il poeta con rara maestria ha dedicato alla nostra città e ai suoi vivi abitanti, colti, per citare i suoi versi, quando tutto “i smoghie”: con il rifiorire delle viole, il cinguettio degli uccelli, un vero e proprio inno alla vita dopo un lungo letargo. E la poesia è qui, incisa sul marmo, ad opera dello scultore Tiziano Gozzani, simbolo meta-temporale e pertanto estranea alle circostanze storiche e temporali».
Sono le parole di Franco Frediani ad aprire la cerimonia di inaugurazione del monolite con incisa la poesia di Ubaldo Bellugi “Primavera de Massa”. Con lui il sindaco Francesco Persiani che ha sostenuto la richiesta avanzata dall’uomo di posizionare ai Quercioli una grande stele riportante i versetti prodotti dal «depositario assoluto del dialetto massese», sottolinea Frediani, che entra anche nel merito delle accese proteste che altri cittadini hanno sollevato per manifestare la loro contrarietà all’opera: «La vergognosa strumentalizzazione che ne è stata fatta è indegna della città e dei suoi abitanti. Celebrare la poesia poteva e doveva essere un’occasione di pace».
E invece. Frediani spiega che a recitare la poesia dovevano essere i bimbi delle scuole elementari della Rinchiostra: «Ma le violenze verbali hanno creato un clima tale che le insegnanti hanno desistito dal partecipare». Così come hanno desistito quelle degli alunni della San Filippo Neri. «Bellugi è vero, fu fascista, fu podestà – dice – ma la cultura non ha colore, e invece alcuni facinorosi colore hanno voluto dare. Il presidente dell’Anpi Oliviero Bigini l’altro giorno ha detto che getteranno questa stele nel fiume. Cosa rispondere a tanto odio? Il tempo è galantuomo. E la speranza è in tempi migliori. E l’auspicio è che la poesia oggi celebrata sia la prima di una serie da collocarsi all’interno del parco, sì che diventi il parco della poesia dialettale».
Fuori la piazza è blindata: decine le auto e i furgoni di Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia municipale impiegati nel tenere sotto controllo la manifestazione. La stele è incatenata al cippo che la sorregge e che nei giorni scorsi è stato imbrattato dalla vernice rosa. «In Sala consiliare in questo momento ci sono tanti ragazzi e ragazze che stanno recitando tante belle poesie», prende parola il sindaco. «E che ricordano quanto la poesia sia importante per la nostra crescita e formazione a tutte le età». Poi i ringraziamenti al cittadino che ha voluto fortemente l’opera e che «noi abbiamo immediatamente ritenuto un percorso percorribile e condivisibile. Oggi abbiamo la dimostrazione che qua si vuole semplicemente ricordare una poesia, che fa parte della tradizione culturale massese, stiamo ripercorrendo le fondamenta della nostra cultura». E aggiunge: «Poi che in questo caso la poesia sia stata composta da un personaggio, comunque importante, che è Ubaldo Bellugi, è un accessorio. Noi vogliamo concentrarci sui valori che vengono portati all’interno delle parole, bellissime, di questa poesia, che è Primavera de Massa».
Ma a latere dell’evento Persiani avrebbe rilasciato delle dichiarazioni che poco dopo provocano l’immediata replica dell’ormai ex assessora Eleonora Lama: «Dell’assessorato alla cultura l’idea della stele? Assolutamente no, è stata assunta dal competente assessorato ai Lavori pubblici. Di questo passo Persiani mi attribuirà anche la responsabilità della fame nel mondo». –
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