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la sentenza 

«Ha danneggiato villa Massoni», Casonato condannato a 6 mesi

Libero Red Dolce
«Ha danneggiato villa Massoni», Casonato condannato a 6 mesi

Confiscato il 50% del bene storico, l’altra metà resta all’erede del fratello Piero. Il difensore Riccardo Balatri: «Sono convinto dell’innocenza, faremo appello»

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MASSA. Sono iniziati i dieci giorni terribili per Marco Casonato, con le due udienze a suo carico che arrivano a sentenza. E la prima decisione del tribunale, a lui sfavorevole, è stata emessa ieri: condannato a sei mesi di carcere per aver danneggiato villa Massoni. E per la sua parte di eredità, il 50% della villa, è stata disposta la confisca.

Questo ha deciso la giudice Alice Serra, ma il legale di Casonato, Riccardo Balatri, annuncia battaglia: «Rispetto le sentenze, che per fortuna si possono impugnare. Faremo appello, sono convinto dell’innocenza del mio assistito. E nei successivi gradi di giudizio lo dimostreremo». In pratica appuntamento a Genova, dove si giocherà la seconda parte di questa vicenda giudiziaria che intreccia la vita e i dissapori tra due fratelli e la gestione di un patrimonio storico la cui eredità, a vederla oggi, sembra davvero troppo grande per chiunque.

Casonato, che è a processo anche per l’omicidio del fratello, in questo processo doveva rispondere per il capo d’imputazione previsto dall’articolo 733 del codice penale: danneggiamento al patrimonio archeologico, storico o artistico nazionale. Previsto per chiunque distrugge, deteriora o comunque danneggia un monumento. Le motivazioni saranno depositate tra 60 giorni, ma come ha fatto notare Balatri in alcuni passi della sua lunga arringa, «la condotta per cui Casonato fu al più omissiva, non ha danneggiato realmente il bene, ma gli viene contestato di non avere fatto abbastanza per la salvaguardia del bene».

In aula la giornata di ieri è stata particolarmente lunga. Il processo si è aperto con alcune dichiarazioni spontanee, durate più di un’ora. Ricorda i motivi dei litigi con il fratello Piero Casonato: «Una delle cause scatenanti fu la sua malattia, venne arrestato e poi portato in un Opg (ospedale psichiatrico giudiziario). I lavori che lui ha effettuato sono stati altalenanti, ci sono anche stati momenti belli, in cui parlavamo. Poi ha deciso di utilizzare come mano d’opera una banda di zingari. Certo, lavorano per pochi soldi, poi vengono di notte e prendono la differenza».

Balatri ha rinnovato, prima di iniziare la discussione, la sua richiesta di sentire i testimoni. Dopo i termini a difesa, per il legale, c’è stata un’inversione nella normale procedura. «I testi della difesa vanno sentiti per ultimi». La pm, Susan Pietrini, si è opposta, dicendo che Balatri «aveva avuto comunque occasione di sentire le domande del pubblico ministero».

L’eredità del restante 50% della villa invece rimane in mano agli eredi di Piero, cioé la figlia mai riconosciuta in vita Alessandra. In pratica metà villa è confiscata, l’altra metà no. Una situazione piuttosto complicata.

La giudice Alice Serra di recente è stata trasferita in un’altra sede, ma ha comunque tenuto per sé questo procedimento portandolo a termine ieri. La pm Susan Pietrini in aula aveva chiesto 6 mesi, che sono quelli che poi ha effettivamente comminato la giudice. —


 

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