Italia
Quadrelli (Fillea), mano tesa alle coop: «Incontriamoci»
MASSA-CARRARA. Leonardo Quadrelli, segretario della Fillea Cgil, in una nota spiega: «Venerdì scorso abbiamo partecipato alla manifestazione di Roma con la delegazione di 30 cavatori di Carrara e abbiamo orgogliosamente gridato il nostro slogan: vogliamo lavorare in sicurezza con regole certe e per più posti di lavoro, sì alle cave». E aggiunge: «Lo sciopero del settore in Provincia è andato bene, con un’adesione del 90% nelle realtà più significative sia in cava che al piano. Naturalmente ci è dispiaciuta la posizione delle tre cooperative delle cave di Carrara che hanno condiviso le motivazioni dello sciopero nazionale ma hanno pubblicamente dato indicazione di non farlo ai loro soci lavoratori. Come Fillea Cgil Massa-Carrara abbiamo preso atto e ci rendiamo fin da subito pronti all’invito che ci hanno rivolto per confrontarci. Sicuramente - aggiunge Quadrelli - qualcosa tra noi non ha funzionato ed è vero che dopo l'approvazione dell'articolo 58 bis un tavolo diretto con le cooperative e le organizzazioni sindacali effettivamente non c’è più stato. Questa è una mancanza di entrambe le parti che dobbiamo subito recuperare». Quadrelli ricorda che il comitato direttivo della Fillea Cgil «per tutte le problematiche anche inerenti i cavilli burocratici e soprattutto perché, per le cave ferme o sospese, sono i lavoratori a soffrirne di più le conseguenze abbiamo già per 2 volte proposto una giornata di sciopero generale provinciale di tutte le cave e laboratori, proposta che però non ha avuto adesione unanime delle altre organizzazioni sindacali parimenti ai 3 presidenti delle cooperative personalmente interpellati. Nel riconfermare a tutti questa proposta confermiamo la disponibilità della Fillea Cgil ad incontrare quanto prima le cooperative perché anche noi come loro vogliamo garantire un lungo futuro alla escavazione e alla lavorazione del settore del marmo per creare più posti di lavoro in maniera compatibile con l'ambiente e la sicurezza del lavoro». E conclude: «Il “tutti contro tutti” che si sta delineando sul territorio non serve a nessuno». —
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