È vento di bufera nella giunta PersianiA rischio Lama e Mottini. Rimpasto in vista
L’assessora alla cultura: mi hanno chiesto di dimettermi. Non lo faccio, non ne vedo il motivo. Il sindaco: normale dialogo
Equilibri di amministrazione, dissapori personali oltreché politici e un partito che, a quanto pare, perde la sua compattezza. Perché che a qualcuno dentro la Lega la nomina di Eleonora Lama e Guido Mottini non sia mai andata a genio non è una novità, ma adesso quel “qualcuno” sarebbe riuscito a conquistarsi un peso così rilevante, da “premere” sull’amministrazione e farli “ballare” quei due assessori. Ad otto mesi dalla loro nomina.
Sì perché nonostante il sindaco assicuri che tutto rientra nel «normale dialogo politico», il vento di bufera in giunta tira. Così forte che è già partito il toto nomi per la sostituzione dell’assessora alla cultura, l’avvocato Eleonora Lama e del vicesindaco Guido Mottini.
A tagliare la testa al toro e a confermare che i problemi al terzo piano di palazzo civico ci sono eccome ci pensa proprio l’assessora ammettendo, a chiusura di una giornata in cui il gossip politico non concede tregua, che le dimissioni le sono state richieste. Gliele hanno chieste, ma - sottolinea a chiare lettere - proprio non ha intenzione di rassegnarle: «Confermo che sono in attesa di un provvedimento di sfiducia. Così mi è stato comunicato dal primo cittadino. Per me è una doccia fredda, ritengo di non aver posto in essere comportamenti o assunto decisioni tali da potere vedere la fiducia nei miei confronti messa in discussione».
Se sul vicesindaco Mottini la conferma di un ritiro delle deleghe non c’è, sull’assessorato alla cultura è assodato: quel ritiro è dietro alla porta. Atteso già per oggi. Un rimpasto, quindi e - aggiunge qualcuno - pure un possibile allargamento dei confini della maggioranza. Magari nella terra di Alternativa civica.
Il sindaco sui nuovi scenari politici e amministrativi, con la sostituzione di due assessore, entrambi in quota Lega, non si pronuncia: domenica pomeriggio si è gustato un gelato, in quel di Forte dei Marmi, in compagnia del sindaco di Postia, di quello di Pisa e di Susanna Ceccardi, sindaca di Cascina e coordinatrice della Lega in Toscana: «Un pomeriggio con le famiglie - lo definisce Persiani (che fino ad ora alla Lega non si è tesserato) - una chiacchierata sui temi che riguardano la Regione». Nulla a che vedere - assicura - con il vento di rimpasto: «Sono ad Alteta - spiega ieri pomeriggio, raggiunto al telefono - con l’assessore Marco Guidi stiamo incontrando i cittadini. Questo è il segno del vero cambiamento». Meno lo è un rimpasto ad 8 mesi dalle elezioni con due assessori che lasciano. Lasciano per motivi diversi. Ci sono visioni differenti - garantiscono i ben informati - di Persiani e Mottini su alcuni temi forti. Potenziamento e gestione del corpo dei vigili urbani in primis. Ci sono dinamiche interne alla Lega che ridisegnano equilibri nuovi. Il segretario provinciale e assessore Andrea Cella si concede poche, misurate, parole:«Stiamo definendo questioni interne. Anche in considerazione delle europee di maggio». Sì perchè se la Lega decidesse di candidare un parlamentare, beh allora i ad occupare il posto cavante alla camera sarebbe il primo dei non eletti. Tradotto: Guido Mottini. Anche se le europee sono tra due mesi, ma i dissapori in giunta ci sono già oggi.
Eleonora Lama premette che il «suo partito non le ha mai fatto alcuna pressione» e non le ha mai «imposto vincoli». E in assenza di vincoli e pressioni, lei - assicura - ha sposato il pluralismo : «Nel calendario di eventi stilato ho lasciato a tutti piena libertà di espressione». Nessun limite dal partito, anche se la Lama non esclude di «pagare il conto di una diatriba interna alla Lega», nè esclude che le conseguenze per quel suo pluralismo siano arrivate e pensa soprattutto - lo fa ben intuire - alla mostra di Veneziano (vedi articolo accanto), quella in cui Gesù in croce veste le slip leopardate. Non esclude neppure che qualcuno abbia considerato eccessivo il suo interesse per la marina. Dinamiche interne al partito, ma non soltanto. In ogni caso l’assessora ribadisce: «Ritengo di non aver mai compiuto illegittimità o di aver fatto esternazioni offensive nei confronti dell’amministrazione o del partito». La Lama di una cosa è certa: il suo l’ha fatto. «Stavo lavorando alla stagione estiva. Da luglio - si affida ai dati - ho portato in giunta 66 atti. Se si stilasse una classifica di produttività certo non occuperei gli ultimi posti, non ho fatto ferie e condivido, con piacere, l’ufficio con i dipendenti». Il resoconto di chi si sente di dover lasciare la scrivania. Oggi potrebbe arrivare la conferma. —
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