Il Tirreno

“acqua alla gola” 

«Ad ogni pioggia la sorgente del Cartaro torbida di marmettola»

«Ad ogni pioggia la sorgente del Cartaro torbida di marmettola»

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massa. «La principale sorgente di acqua potabile, quella del Cartaro, che rifornisce l'acquedotto di Gaia a Massa, ad ogni pioggia, diventa torbida di marmettola».

C’è preoccupazione nel comitato “Acqua alla gola”: «Il costo per la potabilizzazione dell’acqua per eliminare la marmettola viene addebitato in fattura e quindi posto a carico dei cittadini e non come sarebbe logico, a carico di chi inquina. L'acqua non dovrebbe essere inquinata, pertanto ci sembra doveroso che vengano adottate modifiche normative e regolamentari che impediscano l’inquinamento dell’acqua o che il costo per disinquinare e potabilizzare venga posto in capo a chi lo provoca.

La Comunità europea - prosegue il Comitato - ha stabilito che chi inquina deve pagare (ma anche la saggezza popolare chi rompe paga), mentre la Regione Toscana si limita alla mera affermazione di principio, senza poi porre alcun limite alle grandi aziende che inquinano, anzi gli si applicano sconti sull’utilizzo di questa risorsa che è di tutti o addirittura non si fa pagare. Chiediamo che vengano fatti controlli assidui e continui. Arpat deve effettuare i controlli sull’acqua rilasciata dalle cave, ed Asl e Gaia sulle acque potabilizzate in modo da garantire la massima sicurezza per i cittadini.

Il sistema di potabilizzazione della marmettola costa circa 350.000 euro annui (le leghe ambientaliste parlano di circa 400.000), la politica resta indifferente sia all’inquinamento sia al costo addebitato a chi non ne ha responsabilità. Invece gli interventi di bonifica, ripristino ambientale e depurazione delle acque rilasciate possono essere imposti dalla pubblica amministrazione ai soggetti responsabili dell'inquinamento (d.lgs 152/2006).



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