Niente più bivacchi, rimossa la roulotte da via Argine destro
Da mesi i residenti vedevano aggirarsi in zona personaggi sospetti. Dopo che diverse auto sono state scassinate è partito l’esposto in procura
carrara. Via Argine destro, la roulotte accanto alla villa dei Simonelli è stata rimossa. Venerdì 15 marzo sono intervenuti i carabinieri per la demolizione e bonifica: nessuno potrà più servirsene per bivaccare. Ricordiamo che nel parcheggio di fronte erano state scassinate le serrature di almeno 15 macchine nella notte tra mercoledì 6 e giovedì 7 marzo. A seguito dell’episodio i residenti, decisamente scossi, hanno fatto partire l’esposto alla Procura.
Da mesi vedevano almeno otto persone aggirarsi intorno alla villa: tra di loro sia cittadini di origine romena che senzatetto italiani di stanza in piazza Menconi. Alcuni di loro erano stati sorpresi a esaminare le abitazioni circostanti e persino a litigare tra loro a colpi di coltello. Le azioni dei cittadini e le denunce portate avanti dal nostro giornale hanno cominciato a sortire l’effetto sperato: la roulotte dove dormivano è stata rimossa.
Soddisfatto Flavio Franciosi del Comitato apuano per l’ambiente e la salute, che denuncia da oltre un anno lo stato di degrado dell’area: «Un passo avanti per la sicurezza dei nostri concittadini – ha dichiarato – so che in settimana Amia dovrebbe intervenire per la pulizia dell’area. Nella roulotte è stato rinvenuto un coltello di 30 centimetri. Vi sono però altri problemi che restano da risolvere, in via Argine destro: sul lato opposto alla villa sorge un appezzamento di terreno demaniale completamente desolato. Misura 2 mila 396 metri quadri; il Comune di Carrara ne è entrato in possesso nel 2009 tramite una perequazione. La riqualificazione del piccolo parco è dunque compito di piazza 2 Giugno.
C’è poi un’altra questione in sospeso che riguarda il rischio idraulico. A seguito dell’alluvione del 2012 e delle sue tragiche conseguenze, nel 2014 è stata realizzata un’idrovora provvisoria che protegge però la zona solo in caso di piogge moderate. Amia ha già sul tavolo il progetto di un’idrovora definitiva, con una grossa vasca d’accumulo dotata di pompe, in grado sia di asportare l’acqua piovana che di arginare il flusso del Carrione in caso di piena. Per realizzarla andrebbe tuttavia espropriata una parte di terreno appartenente a un privato».
Al secolo era stato Luca Barattini, consigliere democratico in carica ed ex presidente della commissione lavori pubblici, a seguire la vicenda: «Le pratiche per l’esproprio sono rimaste ferme alla precedente amministrazione. Esorto chi governa oggi la città a procedere in tal senso e soprattutto a garantire la sicurezza e la tranquillità dei cittadini. Innanzitutto emettendo un’ordinanza di pulizia dell’area della villa abbandonata, dove si configura un’emergenza di ordine igienico-sanitario». —
Irene Rubino
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google