Il Tirreno

Appello per riportare a casa un’opera d’arte di Avenza del ’400

Appello per riportare a casa un’opera d’arte di Avenza del ’400

Carrara, dopo varie vicissitudini, l’opera si trova adesso presso la Galleria Salamon, in via San Damiano 2, Milano 

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Il caso

È stata scoperta un' antica opera d'arte carrarese, proveniente dalla chiesa di Avenza o dalla cappella della sua fortezza. Si tratta di un trittico raffigurante San Pietro tra Sant'Antonio Abate e Santa Maria Maddalena. San Pietro è il santo titolare della chiesa di Avenza, Sant'Antonio Abate era quello dell'ospedale ad essa adiacente e Santa Maria Maddalena dell'ospedale al ponte di Ricortola. È lo storico Pietro Di Pierro a ricostruire la vicenda: «Nella predella - spiega - è scritto, oltre i nomi dei santi, che “Questa tavola fece fare Piero di Giovanni Ringli 1438”. Chi era costui? Le ricerche della storica dell'arte Annamaria Bernacchioni, dell'Università di Firenze, svelano il mistero. Era il castellano, inviato ad Avenza a presidiare la via Francigena da Francesco Sforza, allora comandante delle milizie della Repubblica Fiorentina, proprio tra il 1437 e il 1441, negli anni in cui le terre di Carrara, contese da vari potentati vicini, cambiavano padrone frequentemente. Peter von Johanns Ringli era un mercenario svizzero proveniente da Zurigo. L'autore della tavola dipinta, a cui il Ringli commissionò l'opera, per magnificenza del suo mandato di castellano, era un maestro fiorentino anonimo: il “Maestro di Sant'Ivo”». Secondo Di Pierro, «A conferma della provenienza è anche lo stemma al centro della predella, trinciato d'argento e di azzurro con il “crescente montante”, cioè una mezza luna sottile con i corni in alto, emblema dei vescovi di Luni, che compare anche sulla facciata della chiesa di San Pietro di Avenza». L'opera d'arte, a fine ottocento, si trovava nella disponibilità della Banca Popolare e Cassa di Risparmio di Genova. La Banca decise di vendere l'opera all'asta, tramite la Galleria Sangiorgi di Roma, nel 1895. Tagliato in tre tavole separate veniva poi acquistato dal collezionista americano H. R. Theichert di Chicago, dopo la sua morte compariva, nel 1994, in una collezione privata in Germania. Sempre dalle schede della Fondazione Zeri, risulta battuto da Sotheby di New York nel 1996. Oggi, il “trittico Ringli”, tornato in Italia, restaurato e ricomposto, attende nuovi amatori presso la Galleria Salamon, in via San Damiano 2, Milano. Di Pierrro lancia un appello: «Si troveranno a Carrara mecenati disposti ad aiutare il dipinto a ritornare a casa?». —

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