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Affitti non pagati per la sede, il comune di Massa fa causa alla Cgil
Niente accordi, la nuova amministrazione ha deciso che si risolverà in tribunale. La questione risale al ’95: per dieci anni non si sa a quanto ammontasse l’affitto
MASSA. Cgil, affitti non pagati al Comune. Alla fine si va a processo: niente accordi, almeno così pare, nessuna indulgenza, la nuova amministrazione porta il più grande sindacato della provincia davanti ad un giudice il prossimo 26 marzo, per l’annosa vicenda dei canoni di locazione non corrisposti, ai tempi in cui la sede era lo storico palazzo Nizza. 180mila euro è il debito totale calcolato dagli uffici del Bilancio, che non sembra voler rinunciare neanche ad un centesimo.
«Sarà il Tribunale di Massa a stabilire quanto di questo debito può risultare prescritto- commenta l’assessore Pierlio Baratta- e quanto invece deve esserci restituito». Secondo quanto ci spiega l’assessore al Bilancio, i procedimenti pendenti sono due, ovvero due ingiunzioni fiscali ai danni della Cgil, che però il giudice ha già sospeso, dopo il ricorso dei legali del sindacato, rinviando la discussione in aula.
«Una prima ingiunzione vale 120mila euro- spiega Baratta- e riguarda gli affitti non corrisposti fino al 2008; la seconda vale 62mila euro ed è per gli affitti non pagati dal 2009 al 2011».
La querelle sull’affitto della sede Cgil va avanti da anni. A più riprese, amministrazione e sindacato avevano cercato di trovare un accordo “bonario”, per evitare il ricorso alle carte bollate. L’ultimo tentativo vide l’ex assessore al bilancio del Comune, Giovanni Rutili e il segretario provinciale della Cgil Paolo Gozzani a confronto per risolvere il contenzioso con una transazione. Inutilmente pare.
La questione risale al 1995, quando la Cgil prese in affitto per la sua sede sindacale due piani dello storico palazzo Nizza. Né il Comune, né il sindacato ricordano a quanto ammontasse l’affitto in quegli anni, e quanto realmente sia stato di volta in volta pagato. Alcune carte se le portò via addirittura l’alluvione del 2002, anche quelle relative ai lavori costanti di manutenzione di una sede inagibile, malsana e malridotta e di una ristrutturazione, per circa 60 milioni di lire, che la Cgil pagò di tasca sua, nonostante non fosse la proprietaria dell’immobile. Alcune forze politiche di centro destra iniziarono a calcolare la morosità della Cgil dal 2005, data in cui fu stipulato un nuovo contratto di locazione, per 1.350 euro al mese. Soldi che non sempre la Cgil riusciva a pagare. Palazzo Nizza fu lasciato nel 2011 e, secondo l’attuale amministrazione, i soldi dovuti, con certezza, ammontano a 180mila euro. La cifra è stata confermata durante una riunione della commissione Bilancio, perché risulta tra i debiti fuori bilancio del Comune.
«C’è una causa in corso- commenta il segretario della Cgil Paolo Gozzani- e noi ci rimettiamo alla decisione del Tribunale. Sappiamo che dobbiamo sanare un debito ma crediamo che buona parte di quanto ci venga chiesto non sia dovuto e che alcuni anni siano andati in prescrizione e sapremo dimostrarlo. Siamo certi della nostra ragione e attendiamo il processo» . —
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