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Massa, il Pd inaugura la nuova sede: «Siamo pronti a ripartire»
Taglio del nastro in via Cavour tra analisi della sconfitta e voglia di rilancio. Il vicepresidente della camera Rosato: «Spazi a pianoterra e tra le associazioni»
massa. Se simboli, immagini e rituali sintetizzano concetti, allora l’inaugurazione della nuova sede del Pd in via Cavour, è la sintesi di un partito che tenta - consapevole dei begli ostacoli che si trova davanti - di ripartire. Lo fa dopo essere stato schiaffeggiato dalla destra alle amministrative e cercando - almeno negli impegni e nelle dichiarazioni - una coesione che proprio nelle amministrative è mancata con una ricomposizione delle anime in extremis e con l’unico collante della lotta all’avanzata della destra e della Lega.
Il partito democratico - lo dice il segretario provinciale Enzo Manenti, subito dopo il taglio del nastro, lo ribadisce il segretario comunale Luca Perinelli - dà con l’inaugurazione della sede un segnale di volontà. La volontà di guardare avanti:«Questo - è il commento di Perinelli - è un momento di festa che rappresenta la possibilità di ripartire. I dati sull’economia - la riflessione si allarga al quadro nazionale - sono tali da poter parlare di recessione. Questa amministrazione - lo sguardo torna al locale - fa scelte, anche sul piano culturale, discutibili, scelte lontano dai principi guida di questa comunità». Il Pd che vuole ripartire e cambiar rotta e quel cambiamento - per tornare ai simboli che sostanziano concetti - si traduce in una sede che lascia i piani alti della centralissima via Dante, per traslocare «a piano terra, tra le associazioni». La nota quella collocazione “tra la gente” Ettore Rosato, vicepresidente della Camera, arrivato in città con l’onorevole Martina Nardi, per brindare ai nuovi spazi: «Quando si apre una sede è sempre una buona notizia, e questa è una sede a piano strada e tra le associazioni, il nostro partito ha una democrazia interna e la democrazia ha bisogno di uno spazio fisico. La democrazia è fatica, non esiste un leghista in natura che contesti Salvini. Il partito democratico è democratico e questo è il luogo in cui “dosare” quella democrazia». In cui ricomporre e ricreare l’unità. Unità che il Pd a Massa negli ultimi anni non ha avuto. Democrazia, confronto e ricomposizione, «farsi trovare pronti - nelle parole di Rosato - non soltanto per le elezioni. Pronti significa avanzare con forza una proposta alternativa, far sapere che siamo pronti a governare non con proposte concrete».
Dialettica politica e ricomposizione di fratture. E qualche frattura nel Pd si è ricomposta e si vede. Ormai - sono presenti in parecchi all’inaugurazione - la vecchia 28 Aprile nel Pd è in parte confluita. Già ai tempi delle amministrative: al taglio del nastro c’è Giuliano Minuto che della 28 Aprile era anima. Sono presenti gli ex assessori Giovanni Rutili e Gabriele Carioli, il consigliere comunale Stefano Alberti. Ci sono gli onorevoli Umberto Buratti e Martina Nardi la quale dell’apertura della sede si è fatta promotrice (a lei va il ringraziamento del partito) e c’è il consigliere regionale Giacomo Bugliani. Non c’è invece l’ex sindaco Alessandro Volpi, uomo dei democratici alle amministrative. C’è Patrizia Fazzi, da sempre sua sostenitrice. Ma manca quella parte di volpiani, quelli dei tempi della Comasca, ex assessore Silvana Sdoga in primis, che nel Pd hanno spesso fatto capire di essere entrati di mala voglia. Loro una identità la cercano in Astrolabio. Ritorno - o tentativo di ritorno - proprio alle atmosfere della Comasca.
Il Pd taglia il nastro, nel palazzo che ospita numerose associazioni. Associazioni con cui dovrà condividere gli spazi comuni. Lo fa in un piano terra, con un buffet fatto, mani in pasta, da iscritti e iscritte. Parte dai simboli, adesso la sfida è l’azione politica. —C.S.
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