Il presidio
Falsi incidenti, Renzo Mosti torna al lavoro. Ma non come vigile
Il riesame: stop ai domiciliari anche per Mario Pucci
massa. Il tribunale del Riesame ha deciso: Renzo Mosti, il vigile urbano rimasto coinvolto nell’inchiesta sui falsi incidenti, non è più ai domiciliari. A suo carico soltanto una “parziale” misura interdittiva. Parziale perché il dipendente comunale al lavoro può tornare. Ad una condizione, però: che non svolga più l’attività di vigile urbano. Perché è proprio nello svolgimento di quella funzione che – stando alla tesi accusatoria – avrebbe preso parte all’organizzazione di falsi incidenti. Lunedì mattina, quindi, Renzo Mosti valicherà le porte di Palazzo civico e tornerà in servizio: l’amministrazione gli affiderà una nuova mansione.
Ad impedire al vigile urbano di tornare al lavoro non c’erano soltanto i domiciliari, ma anche la collegata e conseguente sospensione disciplinare. L’amministrazione comunale, infatti, nel momento in cui è scattata la misura cautelare, ha attivato – così prevede la normativa – una sospensione del dipendente dal lavoro. La decisione del Riesame di Genova ha cambiato il quadro: il vigile, infatti, difeso dall’avvocato Alessandro Maneschi, ha presentato ricorso, ritenendo che le esigenze cautelari non sussistessero più e l’indagato potesse tornare in libertà. Il Riesame ha decise, quindi, per la misura interdittiva, ma parziale. Sì al lavoro, ma senza svolgere l’attività di vigile urbano.
E con il venir meno della misura dei domiciliari, a seguito delle pronuncia del Riesame, è venuta meno anche la collegata sospensione disciplinare attivata da Palazzo civico.
Non ci sono quindi motivi ostativi: Renzo Mosti può tornare al lavoro purché non vesta la divisa di vigile urbano. E lo farà: lunedì mattina sarà in servizio.
Il vigile è rimasto coinvolto nell’inchiesta sui falsi incidenti, coordinata dal pubblico ministero Alessandra Conforti. Secondo il pm titolare, infatti, l’agente di polizia municipale avrebbe fatto in modo di essere in turno in occasione di falsi incidenti per poterli rilevare. E non sarebbe lui l’unico agente municipale nel mirino: negli atti, infatti, gli inquirenti fanno riferimento ad altri due vigili che sarebbero oggetto di indagini, sempre per aver contribuito a creare e verbalizzare incidenti non avvenuti o per averne gonfiato l’entità.
Secondo la Procura non si sarebbero limitati a prender parte ad incidenti falsi architettati da altri, ma avrebbero avuto un ruolo attivo proponendo loro stessi di progettare sinistri.
Ma non è Renzo Mosti l’unico ad aver presentato ricorso al tribunale del Riesame. Lo ha fatto anche Mario Pucci, uno dei medici rimasti coinvolti nell’inchiesta. Il Riesame ha disposto di sostituire la misura cautelare dei domiciliari con quella interdittiva: non può andare a lavorare. –
C. S.
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