Chiede indicazioni a una maestra ma cala i pantaloni e si mostra nudo
carrara. Lei sta passeggiando tranquillamente nel cuore di Marina di Carrara, quando nota un’auto che le procede accanto. È chiaro che chi è alla guida sta rallentando e si sta accostando al marciapiede. La signora, un’insegnante elementare di cinquant’anni, presume che si tratti di un turista che voglia chiederle, in barba a navigatori e Google maps, una indicazione stradale.
E, almeno in un primo mento, sembra proprio che non si sia sbagliata perché l’automobilista rallenta e abbassa il finestrino. È allora che la cinquantenne si avvicina e il giovane le chiede che strada percorrere per raggiungere un vicino locale. Poi, in men che non si dica, cambia atteggiamento e si abbandona alla totale volgarità: si slaccia i pantaloni ed esibisce le parti intime alla donna. L’insegnate, reagisce, lo richiama alla correttezza e il ragazzo, un diciottenne che vive a Massa, preme l’acceleratore e se ne va. La donna però è decisa: pensa, fin dal primo momento, che quello compiuto dal ragazzo non sia soltanto un gesto volgare, ma che configuri, invece, un reato. Così, mossa dall’intenzione di denunciare l’accaduto, mentre l’auto si dilegua, aguzza la vista e riesce a carpire il numero di targa. Lo segna e si precipita dalla polizia. Racconta l’accaduto, riferisce il numero di targa e denuncia il diciottenne massese.
I poliziotti, dai dati forniti, dalla descrizione e soprattutto dal numero di targa, riescono a risalire all’autore del gesto. Il ragazzo ora è a processo: difeso dall’avvocato Alessandro Maneschi, deve difendersi davanti al giudice monocratico Elisabetta Congiusta, dall’accusa di atti osceni in luogo pubblico. —
Chiara Sillicani
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