Meteo
Protesta a Marina di Carrara: «Le pinete erano fiori all’occhiello, ora sono infrequentabili»
Caffè Tirreno, appuntamento con i lettori al Bar Imperiale. Riflettori puntati sui polmoni verdi del centro diventati ricettacolo di sporcizia. «Qui mancano i controlli»
MARINA DI CARRARA. Sono tanti i protagonisti del secondo appuntamento marinello di Tirreno Caffè, la rubrica nata per incontrare i cittadini nei Caffè appunto, dove solitamente si fermano per scambiare quattro chiacchiere e dove abbiamo avuto modo di ascoltare il loro punto di vista sulla città. Al bar Imperiale che si affaccia sulla piazza più importante di Marina, piazza Menconi, due quindi sono gli aspetti principali che sono emersi fra tutti: uno è il degrado della piazza e della attigua pineta, frequentate da persone spesso in palese stato di ebbrezza e l’altro, la trascuratezza del territorio che traspare anche dal fenomeno della disoccupazione, molto sentita da alcuni intervistati.
Come per Salvatore Sallustro, originario siciliano ma residente a Marina dagli anni 90, operaio edile e trasferitosi a Marina per motivi di lavoro: «Lavoro saltuariamente, quando c’è, perché ora è tutto fermo. Quando sono arrivato qua non era così, eppure il lavoro è importante per la dignità personale” si lamenta. Così come per Michele Vatteroni, anche lui residente a Marina: «C’è una grande disoccupazione e negozi che chiudono-dice-è una città spenta, lasciata andare: sei vai verso la Versilia, verso Pietrasanta è tutta un’altra cosa: più attività e più lavoro” conclude.
E poi c’è lo sfogo di una giovane mamma, Jessica Vatteroni, che denuncia le frequentazioni poco rassicuranti nella pineta attigua alla piazza: «E’ mal frequentata - protesta - ci facessero un parco per i bambini e poi ora che arriva l’estate, colgo l’occasione per ricordare che l’anno scorso qua, la piazza, ha fatto pietà senza spettacoli. Il turismo soffrirà sempre più: non fanno più neanche concerti e feste in spiaggia per gli adolescenti, insomma non ci sono stimoli».
Per quel che riguarda il degrado della piazza, si associa alla protesta anche Flavio Franciosi, ex consigliere dei cittadini, per il quale la soluzione potrebbe essere installare telecamere per garantire la sicurezza e per mettersi al riparo da vandalismi. « Nella parte della pineta ci sono delle zone buie con panchine usate da ubriachi per passarci la notte- e stessa cosa sulle panchine della piazza dove si ubriacano tutti i pomeriggi, come nei giardini davanti alla Asl: il problema-prosegue Franciosi- è che regolamento di polizia urbana varato nel luglio dell’anno scorso vieta di consumare alcolici nei parchi, nelle strade e nelle piazze pubbliche ma solo dopo le 22: che venga esteso il divieto anche prima delle 22” propone.
Ma la questione dell’abuso di alcol e dello stazionamento di persone in evidente stato di ubriachezza nei luoghi pubblici è un problema che accomuna, a quanto pare, sia Marina che Carrara, come racconta Massimo Bonotti che abita nel centro storico cittadino e che fa parte del coordinamento comunale di Fratelli d’Italia:«Le panchine in piazza Matteotti, quelle della fermata dell’autobus, dalle cinque e mezzo in poi sono occupate da gruppetti di stranieri che vanno al supermercato, acquistano birra e alcolici e poi la consumano lì» insorge Bonotti che rincara la dose: «Senza parlare dei parcheggiatori abusivi della piazza: ma la riqualificazione del centro storico parte anche da questo. E poi dov’è finita la sosta di cortesia promessa durante la campagna elettorale? E allo studio non doveva esserci anche la revisione della sosta a pagamento?” chiede l’attivista di Fratelli d’Italia commentando-noi così a Carrara dobbiamo pagare una tassa occulta perché per parcheggiare la seconda macchina paghiamo 150 euro all'anno. (f.v.)
"MARINA E' DIMENTICATA, STA DIVENTANDO UN DORMITORIO'"
«A Marina non c’è più nulla, soltanto il mare che non si vede più». Carla Gianfranchi, esponente di spicco di AmareMarina, arriva alla postazione di Caffè Tirreno pronta a dire la sua. «Questa è una Marina svilita da un porto che la sta fagocitando – continua – è un litorale divenuto stoccaggio di container, è una Marina violentata dall’inquinamento dei camion e della fumaiola dei traghetti».
«Questa Marina è totalmente dimenticata – continua – come ci fosse la volontà di renderla un dormitorio, non si pensa alla progettualità. E non è giusto parlare di Marina vecchia, è un termine sbagliato: qui siamo nella Marina storica, quella della memoria. Dalla nuovo amministrazione ci si sarebbe aspettato un rilancio, non certo che ci togliessero anche il nostro campo sportivo. Il fatto, poi, è che qui manca tutto non ci sono luoghi di aggregazione, ci hanno tolto anche i campi sportivi. Non dimentichiamo che una volta qui, a Marina, avevamo tre cinema: adesso non c’è più nulla, come possiamo pensare che ci sia gente che continui a venire a passare le vacanze qui? » E aggiunge: «Marina sta soffrendo, per i rumori e l’inquinamento. Noi non vogliamo cancellare il porto, ma solo che venga riconvertito. È una battagli difficile, ma noi ci crediamo e crediamo in un futuro diverso, e più sostenibile».
Un’altra marinella doc, la 79enne Giuseppina Carassali, vuol far sentire la propria voce. «Io dico una cosa molto semplice, forte della mia esperienza cinquantennale come escursionista Cai in Trentino Alto Adige – spiega Giuseppina – Perché non prendiamo esempio da quegli amministratori, sono sicura che nel giro di pochissimo tempo si potrebbe davvero vedere un bel cambiamento. Per cambiare Marina, insomma, guardiamo al Trentino». (a.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
