Il Tirreno

il tecnico a ruota libera 

«Amo la gente di qui ha i miei stessi valori»

Alessandra Vivoli
«Amo la gente di qui ha i miei stessi valori»

Silvio Baldini parla chiaro: gratis avrei potuto allenare in tante altre piazze Ho scelto questa, mi piacciono le persone che non scendono a compromessi

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«A me piacciono i carrarini, la gente che non scende a compromessi e che quando parla ti guarda dritto negli occhi. Io, gratis sarei potuto andare ad allenare in tante altre piazze: non dico mica la Juventus o l’Inter, ma a Lucca, Pontedera, nel Sud. Ma no, io ho scelto questa città perchè qui ci sono i valore che piacciono a me».

Sono le undici passate da poco e, ieri mattina, Silvio Baldini di lavoro ne aveva già fatto parecchio. No, non sul campo perché gli allenamenti della sua Carrarese riprendevano solo nel pomeriggio, ma a casa sua, in quel di Massa. Alla prima telefonata abbiamo dovuto riprovare: «Stavo dando da mangiare ai cani, è una cosa che mi occupa un po’ di tempo».

Alla terza telefonata risponde, ha appena finito con i “lavoretti”. E ribadisce il concetto e l’appello al popolo carrarino, lo stesso che ha fatto subito dopo la vittoria (sul campo del Dei Marmi) con il Pontedera.

«Io l’ho capito subito che a Carrara avrei trovato il mio ambiente - spiega Baldini - Qui c’è’ gente come me che crede nei valori, quelli veri, e che ai soldi da molto, molto meno importanza. Ho scelto questa città, Carrara, perchè qui ho amici di una vita che hanno i miei stessi valori e che non scendono mai a compromessi, proprio come me».

Silvio Baldini ha un modo tutto suo di intendere il calcio: un mondo del pallone del quale Il Tirreno ha raccontato più volte, a partire dalla mensa dentro allo stadio fino alle colazioni, tutti insieme prima di entrare in campo. Ma non è solo questo la peculiarità di un allenatore che scavalca tutte le ottiche di campanilismo.

«A me del campanile non mi frega un bel niente - dice schietto l’allenatore azzurro - Io sono nato a Massa, sono massese e alleno la Carrarese, con grande orgoglio e con tanta passione». E Silvio Baldini parla anche di cosa lega lui, schierato apertamente dalla parte dei cavatori e degli anarchici, e una presidenza della Carrarese formata da imprenditori del marmo.

«I miei rapporti sono ottimi per un semplice motivo, perché mi lasciano libero, non mi mettono vincoli, questo è quello che mi piace di Carrara e dei carraresi».

E per l’allenatore della squadra cittadina la libertà da lui tanto agognata è quella che gli viene concessa proprio dagli imprenditori del lapideo che stanno sulla tolda della società di calcio cittadina. «L’unico vincolo a cui devo attenermi - afferma Baldini - è il budget, quello messo a disposizione per la squadra. Non si tratta di un vincolo, ma solo di rispetto e su questo ci troviamo tutti d’accordo».

La chiacchierata con il mister dei “miracoli” condottiero di una Carrarese che una grande impresa l’ha già messa a segno, quella di riportare la gente allo stadio e a ricreare entusiasmo attorno al mondo del pallone locale, si conclude con una domanda un po’ più “sportiva”. Mister cosa regalerà al suo bomber, Ciccio Tavano che il 2 marzo compie 40 anni?

«Il regalo che posso fargli è quello che gli faccio tutti i giorni: lo guardo sempre con stima, come professionista, e con affetto, come uomo». —

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