Si arrampica sul ghiaccio e cade da 15 metri Salvato escursionista
carrara. Il ghiaccio in montagna è una brutta bestia, difficile da affrontare per gli esperti, figurarsi per chi non è esperto. E ieri, in una giornata difficile per escursionisti e soprattutto per il Sast (in cronaca della Lunigiana diamo conto di altri due incidenti, ndr) i rischi della scalata sul ghiaccio li ha sperimentati un alpinista emiliano alla Gabellaccia, caduto per 15 metri riportando diversi traumi. Per fortuna niente di grave, ma è stato necessario andarlo a recuperare con l’elisoccorso perché a causa delle ferite l’uomo non era più in grado di muoversi e riprendere la strada.
La chiamata di soccorso è arrivata alla Stazione di Carrara e Lunigiana del Soccorso Alpino e Speleologico durante la mattinata di ieri. L’alpinista emiliano che faceva parte di una comitiva stava intraprendendo una scalata con la tecnica del “dry tooling”.
Si tratta di una tecnica derivata dalla arrampicata su ghiaccio e dall'arrampicata sumisto di roccia e ghiaccio che consiste nello scalare una parete di roccia utilizzando l'attrezzatura da ghiaccio, ossia le piccozze e i ramponi. Condizioni attualmente rese possibili dal permanere di strati ghiacciati in montagna, anche per l’ondata di freddo che ha interessato in questi giorni la penisola.
Sul posto si è diretto l'elicottero Pegaso 3 che ha provveduto al recupero dell’uomo caduto, portandolo all’ospedale. Diversi i traumi subiti ma l’uomo è rimasto cosciente e le ferite non sono risultate particolarmente gravi.
E sui rischi dell’affrontare la montagna in questi giorni interviene Fabrizio Molignoni, una delle figure di riferimento del Cai apuano. «Il problema delle Apuane è sempre lo stesso, con poca neve diventa impegnativo, immagino che ci siano stati dei problemi legati al ghiaccio. La scivolata o la caduta è abbastanza normale così. Noi, di concerto con il Soccorso alpino, abbiamo in questi giorni di andare ma chi è già sperimentato, con il rampone e la picozza insomma. In condizioni di questo tipo bisogna muoversi se uno lo sa fare, altrimenti occorre aspettare qualche settimana. Lo avevo detto a qualcuno che mi aveva chiesto se era il caso di andare per fare i Sagro con tranquillità. Ho suggerito di aspettare ancora un pochino perché ci sono due punti ancora ghiacciati. Lo stesso vale da altre parti». —
L.R.D
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
