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«Il recupero del Tarnone un volano per il turismo»

Tiziana Gori
«Il recupero del Tarnone un volano per il turismo»

Borghini: Stazione Marmifera in abbandono, cosa ne è della sala espositiva  sulla storia del marmo? Cava Romana, da rivedere la gestione dell’info point

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massa-carrara. Affiancare all’attività industriale quella turistica. «L’attività industriale funziona, l’ambito turistico resta inesplorato». Del patrimonio comunale delle cave – Stazione Marmifera del Tarnone, Colonnata e Cava Romana – solo Cava Romana ha una parvenza di approccio al turismo: un “cartello” in marmo a valle, i camminamenti in legno e una serie di pannelli esplicativi in lingua italiana e inglese che raccontano la storia del marmo e il funzionamento di una cava in epoca romana. «Un primo passo – commenta lo storico Luca Borghini – ma l’investimento nel Piuss del 2008 ha prodotto un risultato a metà». Per non dire che la montagna ha partorito un topolino.

Partiamo dalla stazione del Tarnone: «Undici anni fa il Comune ha investito, attraverso il Piuss, nel recupero della stazione, che era abbandonata dagli anni’60. Un buon lavoro: è stato mantenuto il binario, ristrutturati i due edifici e illuminata l’area. Il problema è che la stazione è stata resa accessibile ma poi mai utilizzata». Borghini apre la porta. Non è chiusa a chiave. «Possono entrare tutti. Era stato messo anche l’impianto elettrico... Si è discusso molto su come recuperare la stazione a fini turistici. Una “riflessione” che va avanti da più di dieci annui».

«Il suo fine logico – afferma Borghini – dovrebbe essere una sala espositiva per la Marmifera. Essendo uno degli ultimi edifici rimasti avrebbe senso se ospitasse una mostra permanente. Se non qua, dove? ». Una piccola esposizione nella prima palazzina, e nell’altra bar con servizi igienici.

Borghini indica con il dito il versante al di sopra della stazione: «Non è in sicurezza. Il muro a secco posto sopra il versante recintato è a rischio. Dovrebbe essere ripristinato dai tecchiaioli».

Perché il progetto è rimasto a metà? «Per ragioni politiche, fondamentalmente, non è stato chiarito il fine ultimo del progetto. Dietro la Stazione doveva nascere un’area mercatale – l’area dei souvenir per capirci – Questo progetto è stato accantonato, e il resto non è mai decollato». I due edifici della Marmifera sono di fatto in abbandono. Senza manutenzione, accessibili di giorno e di notte.

Salendo lungo la strada che porta alla Cava Romana Borghini indica Cava Gioia, dove l’artista brasiliano Kobra ha dipinto un murale della testa del Davide. «Meta turistica», evidenzia. Alcuni turisti percorrono i camminamenti in legno della Cava Romana, osservando i blocchi di marmo bianco. Devono abbassarsi per oltrepassare i rami di una pianta che sono cresciuti fino a invadere il camminamento. Anche la parte antistante l’info point (chiuso) è invasa da erbacce. Nell’ingresso davanti al bar ci sono due bottiglie di plastica. «Anno per anno l’amministrazione dà in appalto l’apertura degli uffici turistici, ma non c’è continuità nelle date».

Cosa potrebbe fare un turista alla cave? «A parte ammirarle dalla strada? – dice sorridendo Borghini – Oltre ai tour privati con le guide, potrebbe conoscere la storia della Marmifera in un piccolo museo ad hoc, venire alla Cava Romana e capire dal vivo come si lavorava il marmo in epoca romana. Ma serve un sistema organizzato in rete». –

Tiziana Gori

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