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Emergenza casa Comune ed Erp: corrono in soccorso di ottanta famiglie
Possibilità di ottenere l’assegnazione definitiva e di rateizzare le morosità pregresse: come fare e chi ne ha diritto
carrara. Il primo protocollo offre la possibilità di regolarizzare la propria posizione alle famiglie che abitano nelle case popolari da almeno cinque anni alla data del 23 aprile 2015. Il secondo consente ai morosi di evitare procedure di decadenza e conseguente sgombero. In tutto, sono un’ottantina i nuclei familiari che, conti alla mano, potranno beneficiare delle possibilità offerte dalla nuova normativa regionale e dai protocolli approvati lunedì dal Lode (la Conferenza dei sindaci dei 17 Comuni della provincia di Massa-Carrara).
Come muoversi per mettersi in regola lo hanno spiegato Comune ed Erp in conferenza stampa. Per l’ente locale erano presenti il sindaco Francesco De Pasquale e l’assessore al sociale Anna Galleni. Per l’Erp l’amministratore unico Luca Panfietti e il direttore Giuseppe Lazzerini. De Pasquale e Panfietti hanno ratificato l’accordo mercoledì: «È un modello di gestione fortemente voluto dalle Politiche abitative e su cui ha lavorato bene l’assesore Galleni, che ringrazio. Credo – commenta – De Pasquale – che il nostro esempio sarà seguito da tutti i Comuni della provincia».
«Il primo passo è definire un piano di rientro dal debito. Da questo – sottolinea Anna Galleni – non si prescinde». La nuova legge regionale sulle case popolari (2/2019) permette ad alcuni nuclei familiari di regolarizzare la propria posizione. Il requisito fondamentale è l’utilizzo in maniera continuativa dell’alloggio da almeno 5 anni alla data del 25 aprile 2015. Dimostrando questo possono essere immediatamente regolarizzati, con conseguente abbattimento del canone e la possibilità di rateizzare la morosità pregressa fino a 120 rate.
«Ma – precisa Galleni – se chi beneficia del protocollo non corrisponde quanto dovuto incorre nella decadenza e nel conseguente sgombero. La clausola di imputazione del pagamento prevede infatti che se la persona non paga la morosità ma solo il canone, il canone viene imputato alla morosità. Dopo sei mesi i benefici decadono». Chi è in possesso dei requisiti richiesti puà presentare domanda di regolarizzazione, a seconda dei casi, in 180 giorni o in 90 giorni decorrenti dal 24 gennaio 2019.
Il secondo protocollo è destinato agli assegnatari morosi seguiti dai servizi sociali (circa 35): «Ogni biennio – ricorda Galleni – gli assegnatari devono certificare la situazione reddituale. In assenza, viene applicato il canone sanzionatorio. Con questo protocollo il Comune si impegna a fornire ad Erp la documentazione attestante la situazione di fragilità dell’assegnatario. Da quella data c’è la revisione del canone e, nel caso, la sanatoria dello stesso. Erp continuerà comunque ad effettuare tutte le verifiche usuali sulla situazione reddituale e patrimoniale. Il mio invito – dice Galleni con uno sguardo a Panfietti – è concordare piani di rientri dal debito con Erp per chi rientra in queste due casistiche».
«A Carrara – afferma l’amministratore unico – il disagio sociale è ancora profondo. Il tema della casa va affrontato con equilibrio. Come Erp negli anni abbiamo guardato con attenzione all’equilibrio di bilancio e al tema della legalità, cercando di stanare gli autori di abusi, ma prestando comunque attenzione alle fasce deboli. Questi due protocolli consentono di rivedere o eliminare i canoni sanzionatori dei nuclei seguiti dai servizi sociali. E di sanare i casi dei cosiddetti occupanti senza titolo».
Il cui numero è drasticamente diminuito dal 2011, quando erano 178: «Distinguiamo le situazioni. Con ost definiamo – spiega Panfietti – anche le assegnazioni regolari che sono scadute. Quelli entrati con la forza sono rimasti pochissimi dopo le ordinanze di sgombero. Solo tre nuclei familiari, e sono situazioni che in alcun modo possono essere regolarizzate». –
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