Il presidio
Addio a Gabriele, supertifoso e paladino dei disabili
CARRARA. Addio a Gabriele Bertani: per tutti il “Gabina”. È morto nella giornata di ieri al Noa, per un anemia fulminante.
Le cause del decesso non sono ancora chiare, ma da qualche mese Gabriele era in cura proprio per una serie di problemi fisici.
Gabriele aveva 47 anni ed era molto conosciuto sia a Bedizzano (dove era nato e viveva con la famiglia), sia in città dove amava trascorrere le sue giornate. Gabina da molti anni era costretto su una sedia a rotelle. Aveva perso l’uso delle gambe in un incidente, mentre era a bordo della sua adorata moto. Il soprannome Gabina gli era stato dato quando era ancora ragazzino, al tempo in cui con la sua bicicletta si divertiva a correre incontro alle cabine telefoniche di viale Potrignano.
I funerali si svolgeranno domani (alle 15) nella chiesa di Bedizzano.
Gabriele era molto noto in città, anche per il suo impegno a favore dei disabili. È stato il promotore di una protesta contro l’allora Cat, affinché dotasse più autobus della pedana per far salire e scendere i disabili, solo per fare un esempio. Sono celebri le sue battaglie, sdraiato in mezzo al viale XX Settembre, a bloccare il traffico dopo aver trovato l’ennesimo autobus sprovvisto della pedana. Gabriele non ci metteva tempo di mezzo, si buttava giù dalla sedi a rotelle e stava sdraiato a terra, sulla strada. Chiamava i giornali e si lamentava: parlava lui a nome di tutti i disabili di cui si faceva portavoce. Gabriele Bertani era uno dalle grandi passione, quella per le battaglie civili e quella sportiva all’insegna dei colori giallo azzurri. Amava la Carrarese, e per molti anni è stato in curva a tifare per la sua squadra del cuore: era stato anche colpito da daspo. Proprio per rendergli omaggio ai suoi funerali ci sarà anche una delegazione degli Ultras. Il suo cuore batteva anche per l’anarchia. Ad ogni primo maggio anarchico era in prima fila a sventolare la bandiera rosso nera. Tutti lo ricordano per la sua voglia di vivere, la sua determinazione ad essere un ragazzo come tutti. E lo era. Con la sua carrozzella faceva ogni cosa, anche il tragitto andata a ritorno Bedizzano – Carrara. Non ha mai chiesto a qualcuno di aiutarlo, riusciva da solo persino a salire e scendere le scale del bar dal “Monzino” di Bedizzano, dove spesso si recava per trascorrere qualche ore in compagnia degli amici di sempre. Non ha mai rinunciato a vivere, divertirsi o ad affrontare nuove sfide. Un ragazzo sempre sorridente e disponibile, generoso con gli amici, ma anche con chi gli chiedeva un favore. Era considerato da tutti come una persona vivace e cordiale, amava circondarsi di amici, vecchi e nuovi. Gabriele era anche un amante della cucina e delle tradizioni: gli piacevano soprattutto quelli che a Carrara si chiamano “topeti” con il ragù. Un piatto che aveva imparato a cucinare da sua madre, e che spesso ha impastato e cucinato durante le cene o i pranzi a casa sua. Purtroppo stavolta la sua voglia di vivere non ha avuto il sopravvento. —
Alessandra Poggi
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