Il Tirreno

operatrici aggredite 

«Violenza intollerabile» gli infermieri chiedono più sicurezza nei reparti

«Violenza intollerabile» gli infermieri chiedono più sicurezza nei reparti

L’Opi: le Asl devono prevedere protocolli a tutela del personale specie in Psichiatria e in Pronto soccorso. Bugliani: urgente la riforma della legge in materia

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MASSA. Ogni giorno affrontano il dolore la sofferenza dei “loro” pazienti. Talvolta ne subiscono anche la reazione violenta. È quel che accaduto mercoledì scorso nel reparto di Psichiatria del Noa, dove un paziente ha aggredito e picchiato due infermiere e una operatrice Oss. Un episodio che ha scosso i lavoratori della sanità e che suscita ora l’intervento dell’Opi, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche, di Massa Carrara. «L’Ordine esprime piena solidarietà alle colleghe infermiere e all'operatrice socio sanitaria coinvolte nell'ennesima violenza nei nostri ospedali durante lo svolgimento del loro lavoro», dice Morena Fruzzetti, presidente Opi provinciale. «Nella loro organizzazione – aggiunge – le Asl devono prevedere precisi protocolli a tutela del personale sanitario, in particolare in reparti delicati come quelli di Psichiatria e Pronto soccorso. Gli infermieri ogni giorno sono al fianco dei cittadini con umanità, professionalità e competenza».

«Episodi come questo – dice a sua volta il coordinatore degli Ordini delle professioni infermieristiche della Toscana Giovanni Grasso – purtroppo si ripetono praticamente ogni giorno in tutta Italia. È necessario far comprendere a tutti che è intollerabile che si usi la violenza nei confronti di chi, anche in momenti che possono essere drammatici o concitati, sta lavorando per salvare delle vite». «Auspico che il disegno di legge su questo argomento, in discussione in commissione Sanità del Senato, abbia una decisa accelerazione, magari rafforzato dalla proposta di procedibilità d'ufficio presentata sotto forma di emendamento», ha concluso Grasso.

Interviene anche Giacomo Bugliani, consigliere regionale del Pd, il quale esprime «piena solidarietà alle due infermiere e all'operatrice socio-sanitaria» aggredite e riflette: «Reputo inaccettabile che si possa correre il rischio di simili aggressioni, soprattutto in un reparto come Psichiatria, dove evidentemente non è infrequente venire a contatto con realtà difficili e pericolose, ancorché dettate da situazioni contingenti e particolari. Per questa ragione faccio mie le parole dei rappresentanti provinciali e regionali dell'Ordine delle Professioni Infermieristiche e credo sia necessario tutelare maggiormente professionisti che, ogni giorno, si occupano della salute e della vita di tutti i cittadini. Utili in tal senso possono essere protocolli aziendali a tutela del personale, ma fondamentale è, altresì, una riforma legislativa nazionale che preveda un rafforzamento della tutela per chi subisce aggressioni o incidenti nello svolgimento della professione sanitaria. Per questo mi impegnerò a portare all'attenzione del consiglio regionale, proponendo una mozione che cerchi di accelerare presso il Parlamento nazionale l'adozione di tutti i provvedimenti utili allo scopo». —



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