Scene di guerra, a insaputa degli abitanti, nel piccolo borgo
Esercitazione militare tra le case (non abitate) a Torsana e non c'erano avvisi. «Abbiamo trovato centinaia di proiettili»
CASOLA. Svegliarsi la mattina e scoprire che al proprio paese c’è stata la guerra. Tutto intorno è pace e quiete, ma a Torsana pare che abbia infuriato una battaglia: centinaia e centinaia di bossoli di proiettili scaricati ovunque, dal selciato che porta al cimitero ai giardini privati delle persone. Succede un paio di settimane fa, ma prima di qualche giorno nessuno se ne avvede. Perché la piccola frazione incastonata tra i Groppi di Camporaghena e Torsana è un mezzo villaggio fantasma.
Non che sia abbandonata, anzi. I proprietari la tengono in ordine, la curano e la amano. Ma durante l’nverno in particolare, sporadiche sono le visite, e perlopiù concentrate nel fine settimana. Il primo dei residenti a trovare la semina di bossoli arriva probabilmente un paio di giorni dopo l’accaduto. Era andato su a controllare alcune case e fare un passeggiata, si trova di fronte la scena e scappa via spaventato. Cosa sarà successo in quel posto non sa proprio dirlo. Certo è strano e inquietante. E, quando non si sa cosa dire, a volte si rimane zitti. Così a scoprire tutto e metterlo in piazza è un altro proprietario della zona, Emilio Giannarelli. Trova i proiettili ma non si perde d’animo.
«All’nizio ho pensato fossero dei residui di quelli che giocano a soft-air – dichiara – ma mi è sembrato strano. Poi li abbiamo fatti analizzare, perché era successo altre volte in passato. E ci hanno detto che erano proiettili della Marina Militare». Un assalto dei nostri “marinesï” in piena montagna? Tutto molto più semplice, a quanto pare. «Ho subito chiamato il sindaco Cesare Leri – spiega Giannarelli – il quale ha confermato che c’è stata un’esercitazione. Peccato però che non abbiano avvertito nessuno. Come facevano a sapere che non c’era nessuno quel giorno? Non è disabitato, il paese, solo ci andiamo saltuariamente. Che fa uno che si sveglia e si trova tra gli spari? Io ho il porto d’i, se mi trovavo qualcuno col fucile in casa non so come avrei reagito».
Giannarelli insomma lamenta la mancanza di avvertimenti, di informazioni. «Non c’era niente, né un cartello né qualcuno ci ha detto qualcosa a voce. Ci hanno spiegato che era un campo organizzato, ma qui ci sono i bossoli, era un’esercitazione in piena regola».
Tutto ovviamente a salve, nessun danno a edifici o persone. «Resta che sono entrati nelle case, nel cortile di una coppia norvegese che vive qui due mesi l’anno ho trovato tantissimi bossoli. Anche il mio era pieno. E di fronte alla fontana, ammonticchiati, ne ho contati 140», continua Emilio Giannarelli. Il quale chiede più rispetto da parte delle istituzioni. «Se si fa una cosa del genere si avverte e si ripulisce, qui sono mancate tutte e due le cose. Noi ci impegniamo a pulire, tenere in ordine le strade e poi succede questo. Questo posto è un gioiello e ci siamo trovati la guerra e i proiettili in tempo di pace». —
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