Il Tirreno

all’ospedale apuano 

Ginecologia, cambio al vertice. Ragusa lascia

C.S.
Ginecologia, cambio al vertice. Ragusa lascia

Ha vinto il primariato al Fatebenefratelli: «Qui sono stati anni belli e intensi. Non so se la popolazione ha capito i nostri sforzi»

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massa. A confermarlo è lui, Antonio Ragusa: ha vinto il primariato di ostetricia ginecologia al Fatebenefratelli di Roma. Lascerà, quindi, l’ospedale apuano e l’ Asl toscana nord ovest in cui ricopriva il ruolo di responsabile dell’area ostetrica. A lavoro in viale Mattei, però, il dottor Ragusa c’è ancora: «Lascerò l’ospedale massese ad aprile - spiega - per entrare in servizio a Roma da maggio. Non prenderò il periodo di aspettativa che le norme mi consentirebbero. Non lo faccio per permettere all’Asl di bandire il concorso il prima possibile ed evitare così che l’area rimanga scoperta».

Ragusa, che ha visto il reparto fare i bagagli dalla sede di Montepepe per trasferirsi, nel 2015, in quel di viale Mattei, definisce i suoi i suoi 5 anni di primariato all’ombra delle Apuane «belli e intensi. L’esperienza a Massa Carrara - aggiunge - è stata importantissima. Sono contento dei collaboratori che ho avuto, hanno lavorato tanto e bene».

Un lavoro che - il medico ci tiene a sottolinearlo - ha prodotto risultati tangibili: «Abbiamo ridotto i parti cesarei e gli interventi ostetrici. All’ospedale della Apuane si fanno pochissime episiotomie (tagli al momento del parto ndr), meno del 3%, siamo ai primissimi posti, forse addirittura al primo, in Italia. I medici del reparto hanno fatto un grandissimo lavoro».

«Un grande lavoro e un approccio diverso all’ostetricia - spiega il medico - Un approccio in cui si cerca di fare il meno possibile sulla donna che partorisce consentendo così alla natura di agire spontaneamente. È fondamentale che il medico intervenga soltanto quando è necessario e che, in quel caso, lo faccia con la massima efficienza e rapidità».

Poi il primario si affida all’esempio: «Ci sono casi in cui esce la testa del neonato, ma non le spalle. Lì il medico deve intervenire prontamente. Su questo tipo di intervento, per 5 anni, abbiamo fatto con dottori e ostetriche esercitazioni regolari, ogni tre mesi. E abbiamo lavorato molto sull’accoglienza con incontri settimanali del personale per condividere strategie e approcci. Un lavoro enorme che - il primario si toglie un sassolino - non so se la popolazione ha colto fino in fondo. Non ho sentito la comprensione di questo sforzo».

Antonio Ragusa assicura di lasciare con «dispiacere il reparto», ma ammette che il Fatebenefratelli « è uno dei 3 o 4 ospedali italiani più prestigiosi, con 4.000 parti l’anno». Una soddisfazione importante, quindi, per il medico. — C.S.

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