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Soldi sottratti all’Inps una condanna e una assoluzione
Tre anni e tre mesi all’ex funzionario Alcide Benedetti «Non ha commesso il fatto» Gabriella Passarelli
CARRARA. Una vicenda giudiziaria delicata che riguarda, anzi sarebbe meglio dire è figlia, della maxi inchiesta sugli ammanchi nelle casse dell’Inps di oltre due milioni di euro.
Per la vicenda erano finiti sotto accusa un ex funzionario, la figlia e la ex compagna. La figlia era uscita dal processo con un patteggiamento.
Il presidente del Collegio di Massa Ermanno De Mattia ieri mattina ha chiuso con una sentenza di condanna e una di assoluzione la prima tranche del filone di inchiesta relativo all’ammanco posto in essere - secondo l’accusa - dall’ex funzionario Alcide Benedetti .
Il deposito delle motivazioni complesse è stato fissato in novanta giorni. Il pubblico ministero aveva chiesto una pesante condanna dell’imputato a cinque anni e otto mesii, ma la difesa, avvocato Nicola Bianchi, ha ottenuto un significativo sconto di pena: a tre anni e tre mesi.
Questo in ragione della condotta processuale dell’imputato e dell’avvenuto risarcimento del danno (per il momento si parla di cinquanta mila euro ma, è bene sottolinearlo il processo riguarda la prima tranche dell’inchiesta) a seguito di processo innanzi alla Corte dei Conti. Esce invece assolta dalla vicenda “per non avere commesso il fatto” Gabriella Passarelli che, difesa dall’avvocato Paolo Di Martino, è riuscita a dimostrare nel corso di una lunga e meticolosa istruttoria dibattimentale la totale estraneità ai fatti.
Il legale della Passarelli ha annunciato che seguiranno le azioni civili per risarcimento danni morali e patrimoniali patiti dalla stessa a seguito del coinvolgimento ingiusto in questa vicenda.
Una vicenda che, stando alla ricostruzione dell’accusa, era partita da una serie di ammanchi nelle casse dell’Inps che l’ex funzionario Alcide Benedetti avrebbe elargito alla figlia e all’ex compagna. Benedetti è stato condannato a tre anni e tre mesi, Gabriella Passarelli invece è stata assolta.
La figlia del Benedetti era già stata stralciata perché aveva scelto il rito alternativo del patteggiamento della pena. —
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