Il presidio
Amministrative, il centrosinistra non ha ancora il suo candidato
Antonio Crescini: Marconi è pronto al bis, ma non ha la squadra a supportoIl segretario Pd punta ai giovani: «Non è rottamazione, ma passaggio di consegne»
bagnone. Quando mancano pochi mesi alle elezioni amministrative, che dovranno decidere il rinnovo della governance bagnonese, è ancora ampiamente aperto il confronto sulle candidature, sia nel centrosinistra che nel centrodestra.
Antonio Crescini, segretario Pd di Bagnone, espone un’analisi della situazione politica locale, innestandola sul piano provinciale, immettendo nel dibattito alcuni spunti di riflessione che saranno discussi nelle prossime settimane: «Il Partito democratico si muove in una linea di conferma dell’alleanza di centrosinistra - conferma il segretario - ovvero quegli alleati naturali, avendo ben presente che le proprie forze non sono sufficienti se non ci si allarga alla cosiddetta società civile. Per Bagnone è un percorso iniziato con Lazzeroni, quindici anni fa, e questa ragionamento è sempre stato presente. Questo modello lo impongono i numeri: Bagnone è sempre stato un paese che, nelle votazioni nazionali, ha manifestato una chiara tendenza verso il centrodestra. Questa alleanza tra società civile e forze partitiche ha consentito di portarci alla vittoria, coinvolgendo la popolazione. Non c’è motivo di cambiare strada e credo che sia un modello esportabile anche nelle altre realtà comunali che andranno al voto. Stare tra la gente e spiegare il proprio programma e le proprie intenzioni diventa fondamentale».
Il nodo da sciogliere, sebbene vi sia stata a novembre una prima fuga in avanti di Marconi che ha annunciato la propria ricandidatura, è la figura intorno alla quale si catalizzerà il progetto politico bagnonese. Tutto ancora da scrivere quindi?
«Abbiamo sostenuto in maniera leale e convinta tutte le amministrazioni. Non abbiamo alcuna recriminazione verso l’attuale amministrazione, però è necessario che vi sia autonomia del Partito, è un concetto che è stato ribadito dallo stesso segretario provinciale Enzo Manenti. Noi non ci siamo mai espressi sugli atti della giunta, ma questa separazione dei ruoli non è avvenuta nell’amministrazione: Marconi è l’unico sindaco eletto che fa parte della segreteria provinciale. Noi continueremo a sostenere questa amministrazione e crediamo che ci siano i margini per replicare la vittoria. La volontà di partito è quella di aprire al dialogo».
Crescini inoltre sottolinea una difficoltà che dovrà affrontare la compagine di centrosinistra: «Della squadra amministrativa locale non c’è nessuno che voglia ricandidarsi e questo è un elemento esclusivamente politico. Ci troviamo in difficoltà perché l’attuale sindaco che intende candidarsi non ha una squadra. È un problema perché si dà un’immagine di debolezza: come può esser interpretato questo segnale dalla popolazione?».
Sulla ricandidatura di Marconi Crescini è chiarissimo: «È legittimo che un sindaco uscente possa aspirare a candidarsi. Terrei però distinta quella che è la prassi: è vero che dopo la prima consiliatura viene quasi automatica la seconda, noi però questa prassi la dobbiamo considerare pari a zero. Quando Marconi si candidò per la prima volta 5 anni fa c’era un accordo all’interno del direttivo che il suo mandato fosse limitato a soli cinque anni. All’epoca, per problemi diversi, si ritenne che si dovesse andare verso una candidatura più giovane che potesse essere più attrattiva. Un accordo che il primo cittadino aveva accettato. Non si tratta di rottamazione, ma di un passaggio di consegne che si rintraccia nella quotidianità. La nostra funzione è quella di creare presupposti per fare sì che siano i giovani a prendere il nostro posto. Il Partito è in una fase riflessiva, avrà l’ultima parola sulle candidature» chiosa perentorio Crescini. —
Cristiano Borghini
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