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Non c’è il radiologo di turno niente ecografia di sabato

Riccardo Sordi
Non c’è il radiologo di turno niente ecografia di sabato

Ancora problemi di copertura di posti all’ospedale Sant’Antonio Abate Jacopo Ferri accusa l’Asl e aggiunge: ai piani alti poca acqua dai rubinetti 

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PONTREMOLI. «L’ospedale di Pontremoli sempre più dimenticato da Regione ed Azienda Usl Toscana Nord Ovest». Questo il nuovo duro atto di accusa da parte del capogruppo di maggioranza di centrodestra nel consiglio comunale di Pontremoli Jacopo Ferri che trae questa considerazione da una problematica che riguarda il nosocomio pontremolese: l’impossibilità di effettuare un’ecografia il sabato pomeriggio. Tutto nasce da una testimonianza diretta di questa mancanza . È sabato pomeriggio – scrive Ferri - ed un paziente trattato al pronto soccorso dell’ospedale di Pontremoli necessita, ai fini di una corretta diagnosi, di un’ecografia all’addome. Un esame semplice che viene eseguito senza problemi in qualunque struttura in ogni momento. Anche a Pontremoli negli altri giorni della settimana è così. Ma il sabato pomeriggio no! La Regione e l’azienda Toscana Nord Ovest non sono ancora riusciti a risolvere o peggio non hanno voluto trovare soluzione al banale problema della copertura del turno del radiologo per il pomeriggio di sabato».

Secondo il capogruppo pontremolese questo disservizio è «una vergogna inaudita che nel caso di quel cittadino e di tanti altri pazienti più o meno urgenti in altre occasioni ha significato dover attivare un’ambulanza ed essere spediti al Noa a Massa per eseguire l’esame... e per poi fare ritorno a Pontremoli per gli ulteriori accertamenti ed eventualmente per il ricovero». Ma non basta: Jacopo Ferri punta il dito anche sullo stato di manutenzione dell’edificio stesso che ha recentemente raggiunto in 40 anni di vita: «Nei piani alti dell’ospedale Sant’Antonio Abate, praticamente sempre, le tubature vetuste e malridotte impediscono un fluire dell’acqua ai rubinetti che sia almeno decente. Facile immaginare i disagi per i pazienti ed i connessi problemi che possano derivarne anche agli operatori. Il tutto mentre da anni si chiedono interventi per completare la ristrutturazione dei reparti e degli impianti».

Tutto questo fa nascere in Ferri la rabbia che esplode con delle provocatorie domande ai vertici dell’azienda sanitaria «È sanità questa? È attenzione ai territori? È rispetto del diritto alla salute? No, è l’ulteriore scandalo di inefficienza e/o di inesistente volontà politica. È uno schiaffo alla gente che vive territori più marginali e meno popolati come la Lunigiana. È un insulto verso tutti gli operatori che ogni giorno cercano a Pontremoli, come in molte strutture analoghe in Toscana, di tappare le falle di un sistema che a forza di fare acqua sta generando alluvioni che travolgono diritti e servizi».

Non manca, infine, una punzecchiatura ai vertici della Regione Toscana, presidente Enrico Rossi in testa (a cui fa capo la politica sanitaria): «E intanto a Firenze Rossi e l’assessora alla Sanità Stefania Saccardi si divertono a scrivere il nuovo Piano sanitario, con i direttori generali genuflessi in adorazione (i nuovi come i vecchi) ed i cittadini, come sempre, beffati ed abbandonati: le solite parole fuori dalla realtà». —

Riccardo Sordi

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