Il Tirreno

a quarceta di bergiola 

Ladri nella casa-azienda di Kazuko Oki, danni ma il bottino è scarso

M.B.
Ladri nella casa-azienda di Kazuko Oki, danni ma il bottino è scarso

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CARRARA. Ladri in azione, due notti fa, a Quarceta di Bergiola nell’abitazione - azienda agricola (oltre che bed & breakfast e galleria d’arte) Ars Apua della signora giapponese Kazuko Oki, ormai da quasi quindici anni trapiantata nella nostra città. Kazuko Oki è la moglie del grande artista Tatsumi Oki, deceduto nel 2001, che arrivò a Carrara fin dagli Anni 70 ai laboratori Sgf di Torano, e poi partecipò con successo ai simposi e realizzò varie opere importanti (una anche per lo stadio Meazza-San Siro di Milano). Un posto splendido, immerso nel verde e nella pace, con un vigneto adiacente in cui l’artista e fac-totum Oliviero Bertolaso realizza vini di pregio, il bianco Marmor Lacrima e il rosso Marmor Anima.

Secondo una prima ricostruzione, i malviventi sono entrati di notte, sfondando la struttura in legno di una vetrata blindata; una volta dentro, cercavano soldi e gioielli, e hanno messo un po’ tutto a soqquadro. La signora Oki in queste settimane è in Giappone, dove cura fra l’altro proprio la commercializzazione del vino che produce, e aveva portato a Tokyo gran parte degli oggetti di valore. I ladri hanno arraffato solo pochi monili (ma l’inventario completo lo farà la stessa Oki, di ritorno fra pochi giorni dal Giappone) e forse qualche spicciolo, e non hanno preso le molte sculture presenti, anche perché difficili da manovrare.

Ad accorgersi del furto, al mattino, l’artista Oliviero Bertolaso, che ha avvertito i Carabinieri e poi provveduto a mettere in sicurezza lo stabile. Un danno più alle suppellettili, a quanto sembra, che non per il valore del bottino.

«Sono arrivata nel 2000 la prima volta con mio marito Tatsumi Oki - aveva raccontato al Tirreno la signora Oki alcuni anni fa - e purtroppo l'anno successivo è deceduto. Aveva due case piccole, a Torano e a Carrara centro, e quindi sono dovuta venire qui, prima per curare questa eredità, poi sono tornata nel 2004 a raccogliere del materiale per il mio libro su mio marito. Pensavo di vivere per un periodo a Carrara, poi insieme a Oliviero ho visto l'edificio di Bergiola e il ciliegio in fiore, e mi sono appassionata; l'ex padrona di casa l'aveva messa all'asta per aiutare, con il ricavato, i bambini in Venezuela; e io ho ricavato un luogo in cui far convivere l'arte e le tradizioni giapponesi e locali».

Qui ha sede anche l'associazione Ars Sculptoris che organizza eventi culturali ed artistici. Da qui è nato un ponte con il Giappone, che i ladri della scorsa notte non sono certo riusciti a interrompere. —M.B.

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