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Gps installato sotto l’auto per controllare il lavoratore: e lui denuncia l’azienda
Tutto nasce da un contenzioso per un demansionamento. L’uomo scopre il dispositivo rimasto sul veicolo più a lungo del periodo autorizzato
MASSA. Da una causa per demansionamento a un vero e proprio giallo sul luogo di lavoro, con gps piazzato sull’auto del dipendente Carrefour e le accuse di spionaggio all’azienda per averlo seguito indebitamente. Così una causa di lavoro tra dipendente e azienda si è trasformata in un piccolo giallo, con scambio di accuse reciproche e una sentenza attesa per marzo che dovrà fare chiarezza sui rispettivi comportamenti.. Tutto nasce quando un dipendente dell’ipermercato viene spostato da un reparto all’altro. Prima era addetto alla conservazione degli alimenti nelle celle frigorifere, ma poi l’azienda gli comunica che quello non sarà più il suo incarico.
L’uomo viene spostata ad altre mansioni, diventa addetto al punzonamento dei prezzi e altre mansioni tra gli scaffali. Uno spostamento che l’uomo avverte come squalificante, decidendo di denunciare l’azienda contestando la nuova destinazione lavorativa.Per certi versi, una causa come ce ne sono molto sui luoghi di lavoro. Mentre il procedimento prende corpo però il colpo di scena, con un ritrovamento che cambierà in peggio la storia dei rapporti tra azienda e dipendente.
Per puro caso infatti l’uomo scopre sotto la sua auto un dispositivo Gps. Lui, di certo, non l’ha ma installato. E denuncia la cosa.Dopo una lunga attività investigativa si scopre che l’azienda lo aveva in effetti controllato per un periodo tra il novembre e il dicembre del 2017. Carrefour lo stava spiando.
Casi come questo erano impensabili qualche anno fa, l’attuale tecnologia rende attualità l’incubo distopico della società del controllo totale. Un controllo soft, silenzioso, ma che sposta i confini della percezione della privacy in territori in parte inesplorati.
La ragione per installare il Gps, secondo l’azienda, è legata alle tante assenze dell’uomo dal luogo di lavoro. Pur se suffragate da certificati medici, il ripetersi della cosa non piace all’azienda che decide di vederci chiaro. E lo fa contattando una ditta d’investigazioni private. Tutto legittimo, perché nell’attuale mondo del lavoro è consentito a un’azienda di controllare il proprio dipendente anche con questi mezzi.
Di prassi si stipulano degli accordi tra l’azienda e un’agenzia di investigazioni, soprattutto quando si tratta di grandi gruppi ramificati sul territorio come nel caso in questione. I controlli devono essere autorizzati dalla prefettura, come pare sia avvenuto in questo caso, e sono soggetti a determinati prescrizioni e limiti.
Ecco che dunque Carrefour chiede di controllare il suo dipendente per due giorni, rispettivamente nel novembre e nel dicembre del 2017. Il sospetto era che l’uomo si assentasse al lavoro con i certificati ma che poi andasse a caccia. Ma le due ispezioni danno esito negativo.
Il gps però resta sull’auto. Dimenticanza, dicono dall’agenzia. Fatto sta che il lavoratore lo ritrova e denuncia la cosa. Il ragionamento è: perché se dovevano controllarmi due soli giorni tra novembre e dicembre a gennaio 2018 il dispositivo era ancora sull’auto?I legali dell’uomo sostengono che sia stato spiato anche altri giorni oltre ai due previsti dal regolare mandato prodotto.
Il caso arriva sulla scrivania del giudice Augusto Lama che dovrà verificare che tutte le licenze fossero in ordine, per ricostruire la regolarità dei vari passaggi. —
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