«Cava Fornace, servono due consigli per capire meglio»
montignoso. Sono due le richieste di altrettanti consigli comunali straordinari sul tema della discarica ex cava Fornace protocollate ieri mattina dall’opposizione di Montignoso e dirette all’amministrazione.
I consiglieri Andrea Cella della Lega, presidente della commissione di controllo, Paolo Lenzetti del M5S, Settimo Del Freo, Angela Bertocchi e Massimiliano Bandini di Montignoso democratica chiedono la convocazione di un’assise straordinaria aperta alla cittadinanza per un rendiconto da parte del sindaco Gianni Lorenzetti delle soluzioni adottate a seguito delle varie delibere approvate dal consiglio; l’altra richiesta di convocazione è per discutere e deliberare il riesame/variante dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) per capire se l’attività di discarica è a tutt’oggi compatibile col sito. Proprio sul riesame dell’Aia, è di martedì una lettera inviata dal comune alla Regione per «valutare l’opportunità di avviare il procedimento di riesame dell’autorizzazione rilasciata a Programma ambiente apuane Spa per l’esercizio dell’impianto di discarica».
Il sindaco, però, a detta di Lenzetti «non ha avuto un mandato ispettivo, ma perentorio»; in altre parole, non avrebbe dovuto chiedere alla Regione una valutazione, ma la rivalutazione dell’Aia considerato anche che Arpat nel 2017 ha ravvisato la necessità di ulteriori accertamenti così da verificare la fonte della «probabile contaminazione della falda proveniente dall’esterno dell’impianto».
«Nessuno show elettorale» tiene a precisare Cella, «se l’amministrazione preferisce una conferenza pubblica, per noi va bene, ma i cittadini sono allarmati e noi vogliamo un confronto e trasparenza sul tema e sul percorso che l’amministrazione sta portando avanti perché sembra che gli atti vengano fatti per forza». La commissione di controllo della discarica, a cui partecipa anche il comitato cittadino e allargata ai rappresentanti degli altri comuni interessati, nell’ultima seduta, la scorsa settimana, ha concordato richieste puntuali al primo cittadino e maggiori controlli da parte di Arpat. Anche Montignoso democratica sottolinea che la minoranza «da sempre è attiva e d’accordo che il problema non può essere risolto nel modo in cui l’amministrazione e la Regione stanno procedendo; aldilà degli impegni formali per una chiusura della discarica in tempi ragionevoli – sottolinea Del Freo - le cose vanno in tutt’altro senso e sembra che, nei fatti, si voglia arrivare a quota 98, cioè al totale riempimento del sito. Il comune non può trincerarsi dietro al fatto che la competenza è della Regione perché è proprietario del terreno e ha la responsabilità di tutelare il territorio». E Del Freo chiama a Montignoso anche il presidente della regione Enrico Rossi che «sul tema è sempre stato silente». C’è però una nota positiva: il consigliere Cella, al consiglio di martedì ha chiesto la possibilità di avere a disposizione fondi per la commissione di controllo e l’amministrazione avrebbe previsto 10mila euro, contro i mille dello scorso anno. —Benedetta Bianchi
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