Il Tirreno

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Dopo il 5° furto, madre e figlio riescono a fare arrestare il ladro

L.R.D.
Dopo il 5° furto, madre e figlio riescono a fare arrestare il ladro

Lo aspettavano fuori: «Eravamo diventati il suo supermarket, rubava liquori» L’hanno visto e bloccato chiudendo le porte esterne: preso dai carabinieri

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aulla. Al quinto colpo in meno di due settimane hanno deciso che poteva bastare così. Perciò mamma e figlio si sono appostati fuori dal ristorante, l’ “Amici miei” in via Nazionale, e hanno fatto la posta sperando di potere beccare il ladro sul fatto I sospetti sul possibile autore dei furti già li avevano. A un certo punto, puntuale, un uomo ha forzato la porta davanti ai loro occhi ed è entrato; i due appostati hanno avuto la prontezza di riflessi di chiudere le due entrate al locale bloccandolo dentro per aspettare l’arrivo dei carabinieri che lo hanno arrestato.

C’è voluto tanto sangue freddo, e tanta esasperazione, per prendersi quel rischio. Ma d’altronde l’alternativa non la vedevano più: da qualche giorno il loro locale era diventato il bersaglio preferito del ladroi. Che entrava, rompeva, rubava. E poi, indisturbato, scappava coperto dalla notte.

Una, due, tre, quattro, cinque volte. Finché i proprietari del locale, a conduzione familiare, hanno deciso che non ne potevano più. Qua il rischio era di lavorare per dar da mangiare ai ladri. Un’assurdità.

E così si sono dovuti improvvisare anche vigilantes della loro stessa pizzeria, appostandosi fuori in attesa dei ladri. Con i telefonini a portata di mano, pronti ad avvisare i carabinieri nel caso ci fossero stati dei movimenti sospetti.

Qualche volta per fortuna hanno dovuto soltanto passare la serata in bianco, aspettando ladri che non si palesavano. Il punto era che a presentarsi a rubare era sempre lo stesso personaggio.

«Una persona conosciuta ad Aulla - racconta il proprietario - che aveva già precedenti per furto. Eravamo praticamente diventati il suo supermarket: entrava e rubava bottiglie, liquori, quel che restava dell’incasso».

Insomma, dopo qualche notte al freddo in attesa del ladro affezionato, come se non bastasse già l’impegno lavorativo quotidiano, nella notte tra lunedì e martedì madre e figlio notano un’ombra che si avvicina alla porta del locale. Un uomo, sempre lo stesso come sospettavano, stava forzando la porta per poi intrufolarsi dentro al ristorante.

Appena hanno visto chiudersi la porta alle sue spalle i due si sono accordati al volo, un paio di chiavi a testa e sono corsi a chiudergli le due vie d’accesso: quella principale e quella secondaria. E subito hanno chiamato i carabinieri, che stazionano nella caserma a pochissima distanza dal luogo.

In meno di un minuto i militari, a piedi, sono intervenuti sul posto, trovando il ladro ingabbiato proprio dove sperava di fare bottino. E così lo hanno arrestato. C’è stato un processo per direttissima e l’uomo, che aveva l’obbligo di firma, è stato rispedito ai domiciliari in attesa del processo che si terrà ad aprile.

«Vogliamo ringraziare i carabinieri per la rapidità del loro intervento e per l’aiuto che ci hanno datto», ha voluto precisare il proprietario del locale. —

L.R.D.

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