Il presidio
Una pedagogista a scuola per comunicare con i genitori degli alunni
MASSA. Davanti a loro decine di volti che osservano e ascoltano. Quei visi, spesso buffi, ricevono nozioni di ogni tipo e le accolgono con curiosità. E gli insegnanti più presenti quei visi, i volti dei loro alunni, li conoscono tutti. Distinguono i toni della loro voce anche quando sono rivolti verso la lavagna. Riconoscono calligrafie e scopiazzature. E quando capita notano i famosi “errori di distrazione”. Ma, soprattutto, sono in grado, da quella cattedra, di capire se quella distrazione nasconde qualcosa di più. Magari un disturbo. E loro conoscono il perché. Possono farlo, potrebbero esserlo, o forse no. Perché il ruolo dell’educatore non è certo così semplice: centinaia di alunni da seguire, centinaia di compiti da correggere, di interrogazioni e voti da attribuire. E magari anche una vita privata una volta rientrati a casa.
È per questo che gli istituti scolastici del territorio si stanno attrezzando per arrivare anche là dove non è così semplice arrivare, in quel canale che collega insegnanti, genitori e figli. Un canale delicato da attraversare: questione di comunicazione, di messaggi lanciati con un intento, e giunti a destinazione con un altro. Negli istituti del territorio la figura dello psicologo a scuola serve proprio a questo. A rendere fluida quella trasmissione di parole, princìpi ed emozioni. In base alla richiesta di ogni singolo istituto, un pedagogista è a disposizione per docenti, studenti e anche per i loro genitori.
Alla scuola media Bertagnini di via Venturini uno sportello per questa figura è in procinto di essere attivato. «Abbiamo assunto una pedagogista – spiega la dirigente scolastica Tiziana Lavaggi - che avrà il compito di comunicare con i genitori, se non settimanalmente almeno mensilmente, e affrontare un percorso educativo – pedagogico con loro. Il progetto mi è stato consegnato dalla pedagogista e ora dovrà essere vagliato, ma partirà a breve». Dall’ufficio scolastico territoriale di Lucca e Massa-Carrara spiegano che per poter aprire lo sportello, l’istituto, in completa autonomia, deve partecipare ad un bando di gara. Solitamente il bando viene attivato in base alle singole esigenze che il corpo docente segnala alla dirigenza della scuola. E il compito dello psicologo in una seconda fase si estende anche alla segnalazione di eventuali disagi vissuti dagli alunni, all'interno delle mura familiari o all'interno di quelle scolastiche, alla dirigente. —C.P.
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