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il dibattito 

“Gerarca fascista” “No, grande poeta” Ubaldo Bellugi divide ancora la città

C.F e C.P.
“Gerarca fascista” “No, grande poeta” Ubaldo Bellugi divide ancora la città

L’amministrazione va avanti con il progetto del monumento Il nipote del partigiano Salvetti: ma firmò le leggi razziali

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massa. Per l’amministrazione di centrodestra – parole del sindaco Francesco Persiani – «lo spirito è di trovare un’armonia e una pacificazione».

Ma il monumento dedicato a Ubaldo Bellugi – poeta e letterato, fascista “della prima ora” e poi podestà di Massa durante il regime di Benito Mussolini, che il Comune intende realizzare ai Quercioli – sembra dividere la città. Tante voci si sono alzate per dire “no”, no al ricordo di chi non solo appoggiò la dittatura fascista, ma ne fu protagonista. Indipendentemente dai suoi meriti artistici. Ma altrettanti pareri si sono sentiti a favore della “riabilitazione” di Bellugi: guardiamo avanti, è stato un personaggio che ha dato lustro alla città, ricordiamolo come “un grande” di Massa, aldilà degli steccati ideologici. Un dibattito che non si è ancora esaurito. Come testimoniano queste opinioni.

Il sindaco: guardare avanti.

Del Bellugi fascista, il sindaco Francesco Persiani dice: «Non ho paura a dire che è stato podestà durante il fascismo. All'epoca del ventennio tutta l’Italia era fascista e non è che Bellugi fu il numero uno. Ci sono stati anche gli oppositori, d’accordo. Ma Bellugi non rimase fascista tutta la vita. Quando non c’è stato più si è ritirato a vita privata, ha continuato a fare il poeta e lo scrittore. Ho detto all’Anpi che c’è altro nella nostra storia, tante cose belle. Incominciamo a parlare di quelle, che non ricordino sempre e solo le tragedie. Poi le tragedie le commemoreremo e le rispetteremo, per questo mi dispiace che qualcuno voglia cancellare la storia al contrario. Perché noi la storia, invece, la vogliamo mantenere». Dell'idea di aggiungere la parola “fascista” sotto il monolite, il sindaco risponde con un secco «no».

Lo studente: l’oblio no.

Per Francesco Egori, 23 anni, studente di Giurisprudenza a Pisa il monumento è necessario per « ricordare e celebrare i meriti che tale figura ebbe nella cultura locale e nazionale. Ancor più necessario è condannare e ricordare le colpe dell’uomo politico. Non possiamo, come qualcuno vorrebbe, infliggergli la pena dell’oblio poiché, per non far un torto, dovremmo condannare alla stessa pena artisti del calibro di Pirandello, Malaparte, Ungaretti, Marinetti, che videro nel Fascismo il superamento della crisi morale e spirituale della loro epoca. Non lo si fece all’indomani della caduta di Mussolini, sarà nel 2019 che si dovrà assistere alla damnatio memoriae?», aggiunge lo studente di Massa.

Il nipote di salvetti.

Nipote di Aldo Salvetti, partigiano originario simbolo della Resistenza apuana, Aldo Tamagna dice: «Quando sento dire che gli italiani, durante il Ventennio non fecero nulla di male e che i crimini li hanno commessi i nazisti inorridisco. Chi è che appuntava stelle di David sulle camice degli ebrei? Chi è che sistemava i prigionieri nei vagoni dei treni con direzione Auschwitz? Chi è che firmò le leggi razziali? Lo fecero i fascisti, come Ubaldo Bellugi. Lui fu uno dei primi a firmarle. E oggi non posso fare a meno di pensare che è inutile celebrare una Giornata della Memoria, se non si riconosce questo».

Antifascismo sempre.

Dopo l’incontro del sindaco con l’Anpi (che chiedeva lo stop all’operazione monumento), Cesare Valesi, figlio di un artigiano anarchico che fu vessato da Bellugi, ha scritto una lettera aperta a Persiani. In cui scrive fra l’altro: «La risposta che lei ha dato alla commissione dell'Anpi è sconcertante. L'invito che lei a rivolto, , con riferimento al monolite per Bellugi , di abolire la memoria scordanoci del passato è tipico di una certa mentalità di destra. Un uomo delle istituzioni che rifiuta a priori un dialogo , dimostra di avere un concetto molto labile della democrazia. Mi permetto , data la mia età , di darle un consiglio : cancelli la sua di memoria e faccia pure proseliti intorno a sé. Il compito di noi antifascisti è invece quello di tenerla viva ; per i nostri figli , nipoti , pronipoti e a staffetta per le future generazioni».

Epigrafe, non monolite. «La mia netta, da sempre, posizione a favore di un “epigrafe"(non monolite) a Ubaldo Bellugi è solona “posizione culturale” scevra da qualsiasi altro intendimento». Lo dice Fabio Cristiani, che aggiunge: «Bellugi,per quanto mi riguarda, va omaggiato come letterato e filologo. Per quanto concerne la sua storia “politica”sappiamo tutti che fu fascista, ma questa è, appunto, un'altra storia». —C.F e C.P.

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