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Giustizia in lutto, è morto l'avvocato Franco Perfetti
L’avvocato era stato studente-lavoratore ma era riuscito ad arrivare al top. Il ricordo commosso del sindaco
MASSA. MASSA. Il mondo della giustizia e delle professioni è in lutto per la scomparsa dell’avvocato Franco Perfetti, l’ultimo principe del Foro. Aveva 77 anni, lascia la moglie Maria Grazia e il figlio Marco. Da qualche tempo lottava con coraggio contro un male che alla fine l’ha avuta vinta. Era ricoverato alla clinica di San Rossore, ed è qui che nel primo pomeriggio di ieri è deceduto, provocando dolore e cordoglio nei familiari ma anche nelle moltissime persone, colleghi, magistrati, cittadini, che ne conoscevano le profonde doti umane e professionali.
Negli anni, l’avvocato Perfetti ha trattato molti dei processi più noti che hanno riguardato la nostra provincia e non solo, arrivando al top della professione con un percorso personale singolare. Si era davvero fatto da solo, a costo di grandi sacrifici e di una determinazione ferrea. Originario di Avenza, si era diplomato al Nautico, iniziò poi a lavorare nella cancelleria del tribunale e qui rimase affascinato dalla professione forense. Lavorava e studiava, studiava e lavorava, mettendo già in mostra una straordinaria capacità di concentrazione e di applicazione che col tempo si sono rivelate le sue armi segrete, insieme ad un intuito geniale nel trovare la chiave per portare dalla parte dei suoi assistiti l’andamento del processo. Un principe del foro, sempre disponibile, grande lavoratore. Aveva lo studio in pieno centro, con il figlio Marco, anch’egli avvocato; aveva la residenza al Monte di Pasta, in una bella villa ristrutturata
.Lo ricorda commosso il sindaco Francesco Persiani che, come diversi altri, ha iniziato la sua attività da legale proprio nello studio Perfetti: «Ho iniziato con lui la mia strada da avvocato, nel suo studio, a gennaio del ’92 - ricorda Persiani - In quel momento era in una fase importantissima della sua carriera, era già per tutti una figura mitica del foro, ammirato e stimato. I primi tempi sono stati fantastici, eravamo in simbiosi, insieme a Stefano Beretti, Marina Menconi, e vari altri colleghi». E aggiunge: «È stato un maestro della professione, mi diceva che gli studi legali non si ereditano e che ognuno deve fare la propria strada, così dopo cinque anni lasciai lo studio».
Impossibile ricordare tutti i casi di cronaca giudiziaria seguiti da Perfetti, dal duplice omicidio di Colonnata (dove era parte civile), alla mafia della Versilia, dall’Autoparco di Milano al Politeama, il caso Corbelli, il buco dell’Asl, le stragi nazifasciste e molti altri.Aggiunge Persiani: «Ricordo che c’era un processo molto complicato e lui, quando ci siamo rivisti in tribunale, mi disse: "Sono andato a casa, mi sono fatto una cipolla cruda e ho trovato l’eccezione procedurale da sollevare". E poi, entrava nell’argomento con una capacità intuitiva geniale, e al contempo era un profondo conoscitore delle norme processuali, ha insegnato a molti il nuovo codice di procedura penale. Ricordo le nottate in bianco che faceva per preparare i processi, era instancabile, non so quanti centinaia di migliaia di chilometri abbia fatto, a volte dormiva un po’ in macchina, di ritorno da Roma, o da Torino, o da Venezia. Fuori dal lavoro - prosegue Persiani - era un amante della compagnia, della tavola, aveva tantissimi aneddoti. Scompare una figura importantissima per il nostro territorio. Ripeteva che uno come lui, che si era fatto da solo, doveva sempre fare un salto ancora più lungo degli altri, ecco, spero proprio che questo ultimo salto lo porti da qualche parte migliore, se lo merita».Dalla mattinata di oggi, la salma dell’avvocato Perfetti sarà all’obitorio comunale di Massa, mentre i funerali si terranno domattina alle 9,30 alla parrocchia della Madonna del Monte.
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