Il Tirreno

Falsi incidenti, gli assicuratori: sistema perfetto difficile scoprire chi ti tradiva

Manuela D’Angelo
Falsi incidenti, gli assicuratori: sistema perfetto difficile scoprire chi ti tradiva

Parlano due agenti della Axa assicurazioni di Massa: «Ecco come hanno raggirato il sistema delle polizze»

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MASSA. «Un sistema ben congegnato, perfetto, impossibile da scoprire per qualsiasi assicuratore, anche il più esperto». Parlano, per spiegare al Tirreno come funziona l’iter delle pratiche assicurative, Fabrizio Tenerani, agente capo della Axa Assicurazioni, ed Emanuele Tenerani, suo figlio, rappresentanti a Massa del primo brand assicurativo al mondo, con 4 milioni di famiglie clienti in Italia.

Ci rivolgiamo a loro per capire tecnicamente come sia stato possibile truffare così tante agenzie assicurative, per un totale di 3milioni di euro di danni, accertati dalla Procura apuana.

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L’incidente stradale. «Facciamo l’esempio più semplice – inizia Fabrizio Tenerani– Due auto si scontrano, uno dei feriti è nostro cliente. Sul posto arrivano i vigili urbani, scattano foto, fanno i rilievi, e interviene l’ambulanza che porta al Pronto Soccorso il nostro uomo. Qui viene mandato a radiologia perché non muove più un braccio. Il medico gli fa le lastre e accerta la frattura. Il referto viene consegnato al cliente, che ce lo porta in agenzia e per noi questa è la fine della storia. Il certificato del medico dell’ospedale per noi è legge. Non possiamo e non dobbiamo fare altre verifiche. E il cliente deve essere risarcito. In questo circolo non c’è un anello debole, ma un anello di forza, che è l’ospedale. Sapevano che contro di loro nessuno di noi poteva andare»

Le polizze infortuni private. «Diverso è il discorso delle polizze private – spiega invece Emanuele Tenerani– Se vai spesso a sciare, ad esempio, puoi decidere di accenderne una. Se ti fai male lievemente, di solito tendiamo a liquidare senza grandi problemi, ma se il danno è grave, è necessario produrre e inviare alla compagnia assicurativa la documentazione medica in cui si certifica il caso di invalidità permanente, inabilità temporanea, il ricovero (per il quale si ha diretto a una diaria giornaliera) o nei casi più gravi il decesso.

In questo caso sì, per evitare abusi, la compagnia assicurativa invia il proprio medico legale fiduciario, che di solito valuta sempre un quadro meno grave rispetto a quello presentato dall’infortunato. Nei migliori dei casi si fa una mediazione, nei peggiori, invece, intervengono i legali. È ovvio che se il medico fiduciario si accorda con il cliente, viene meno il nostro unico strumento di controllo. Per noi lui è un professionista di fiducia e ci atteniamo a ciò che ci dice di fare»

L’investigatore. «In realtà si chiama “accertatore” – dice Fabrizio Tenerani– È una figura di cui ci avvaliamo tutti, per verificare la veridicità di un sinistro. Sono scelti sulla base del curriculum e dell’esperienza. Se ci tradiscono, accorgercene è difficile»

I broker. «Intanto esiste un registro a cui bisogna essere iscritti per essere broker, che è una sorta di garanzia per i clienti – dice Emanuele – Gli agenti lavorano solo per una casa assicuratrice, i broker possono lavorare per tutte le compagnie; il broker ha l’obbligo di ascoltare il cliente, prendere dati ed offrirgli, in maniera indipendente, la migliore offerta disponibile sul mercato, che possa soddisfare la sua richiesta al prezzo più vantaggioso. Un aspetto da tenere in grande considerazione, ad esempio, è la franchigia, ossia la parte del danno che rimane a carico dell’assicurato. Una buona polizza è una polizza con franchigia bassissima. Anche in questo caso le agenzie assicuratrici si comportano come meglio credono: noi, prima di accendere una polizza infortuni, che non è obbligatoria come la Rca, facciamo molti colloqui, chiediamo tante informazioni sul cliente e raramente certi broker varcano la nostra soglia, perché sanno che noi non accettiamo tutto. Polizze troppo vantaggiose, inoltre, si prestano purtroppo, per esperienza, a falsi infortuni.




 

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