Il Tirreno

la reazione 

L’Ordine dei medici: puniremo chi ha violato l’etica e le leggi

Il presidente Carlo Manfredi:  «La professione non può  essere sul mercato, non è  ammesso alcun mercimonio Questa indagine ci preoccupa»

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massa. Carlo Manfredi, presidente dell’Ordine dei medici apuano, nell’apprendere la notizia delle truffe assicurative che vede coinvolti alcuni iscritti difende i medici apuani e condanna i pochi che, se le accuse saranno confermate, hanno violato la deontologia professionale mettendo in difficoltà i colleghi.

«L’Ordine - scrive il presidente - se saranno accertati fatti e responsabilità oggettive, perseguirà, per quanto di sua competenza, i medici responsabili di violazione dell’etica, della deontologia e della legalità nell’esercizio della professione. Procederà con la fermezza necessaria per tutelare il rispetto dovuto alla classe medica che, nella sua stragrande maggioranza, opera per il bene del cittadino che deve continuare ad affidarsi fiducioso a chi lo cura, con competenza, abnegazione e senso etico. La comunità medica e la sanità della nostra provincia è composta da colleghi che hanno comportamenti corretti che nulla hanno a che vedere con il mercimonio della professione che viene ipotizzato. I medici apuani sanno condividere con umana comprensione le ansie e le preoccupazioni dei pazienti ai quali offrono con competenza le misure di diagnosi e cura più adatte alle loro caratteristiche e nel rispetto delle loro preferenze. Il medico deve respingere tutti i condizionamenti esterni che possano compromettere la sua indipendenza e l’integrità morale della sua professione».

La preoccupazione è anche per l’impatto che la notizia può avere nei confronti della popolazione, di una sfiducia che potrebbe nascere verso la professione.« L’inchiesta rattrista e preoccupa, da un lato per i contenuti e le ipotesi di reato, dall’altro per la sfiducia che può generare nella cittadinanza nei confronti della classe medica e del sistema sanitario. Questa preoccupazione è aggravata dal fatto che questa inchiesta si succede ad altre che hanno colpito recentemente la nostra sanità», scrive ancora Manfredi.

E difende la funzione dell’ordine in provincia e dei suoi associati, che distingue dalle azioni dei medici coinvolti nell’inchiesta. «L’Ordine di Massa Carrara si batte affinché le azioni del medico siano sempre guidate e illuminate dall’etica e dalla deontologia professionale. Il medico deve agire sempre secondo “scienza e coscienza” deve cioè ispirarsi alle conoscenze scientifiche e all’etica e deve essere sempre il miglior difensore degli interessi del suo paziente. Non è ammesso nessun mercimonio o malaffare. Casi come questi rischiano di mettere in crisi il rapporto tra medici e cittadini e fra cittadini e strutture sanitarie. Lancio un appello ai cittadini a non perdere la fiducia. La nostra comunità medica è sana e non c’è nessun ‘andazzo generale’ votato al malaffare». —

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