Il Tirreno

Lutto a Massa

Addio ad Antonio Cozza fotografo della città e dei grandi artisti

Il fotografo Antonio Cozza
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Il fotografo Antonio Cozza

Aveva 68 anni, di recente aveva partecipato alla mostra curata dall'architetto Alessandro Giorgi

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MASSA. Un gravissimo lutto nel mondo dell’arte e delle professioni: è deceduto a 68 anni Antonio Cozza, fotografo professionista, molto conosciuto in provincia e non solo per le sue qualità, sia tecniche e professionali che umane. Un male che lo aveva colpito alcuni anni fa non gli ha lasciato scampo. Lascia la moglie Daria e il figlio Lapo, grafico e a sua volta fotografo. Di recente, aveva partecipato alla bella mostra “Artisti massesi di ieri e di oggi” curata dall’architetto Alessandro Giorgi. Nelle note autobiografiche, si ricordava che era nato a Carrara, e la passione per la fotografia l’ebbe fin dai tempi del Liceo. Trasferitosi poi a Massa, ha fotografato artisti di fama internazionale tra Massa-Carrara e la Versilia, insieme al figlio gestiva la ditta Programma Immagine.


Così lo ricorda Massimo Bertozzi: «L’immagine che abbiamo della nostra città deve molto alle fotografie di Antonio Cozza. Per quella costanza che Antonio ha avuto di seguirne, giorno dopo giorno, i cambiamenti e gli sviluppi negli ultimi quarant’anni, ma anche per come egli è riuscito a valorizzare aspetti dell’impianto urbanistico massese e particolari del suo assetto architettonico, che erano sconosciuti o quasi, anche a quelli che qui sono nati, e ci vivono e lavorano da sempre.

La sua capacità di costruire immagini, e non solo di fotografare la realtà, ci ha permesso di mettere a confronto immagini dello stesso luogo ma di epoca diversa ma di uguale sapore: è così che Antonio ha fatto col suo lavoro qualcosa di più che documentare le trasformazioni subite dalla città, perché ha sempre anche saputo indicare anche la prospettiva e la portata di cambiamenti epocali». «Molti anni fa - aggiunge - al termine di una delle nostre prime collaborazioni, mi sentii di dover esprimere “un ringraziamento particolare ad Antonio Cozza, della cui perizia di fotografo e della cui pazienza di amico fraterno, l’autore ha certamente abusato”. Per molti anni è stato in effetti così. Recentemente, mi avevi scritto la tua speranza che tutto tornasse come prima. Purtroppo non sarà così caro Antonio, le tue fotografie hanno comunque onorato la tua terra, e avere lavorato con te è stato un grande piacere, averti avuto come amico un grande privilegio», conclude Bertozzi. —

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