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Arriva un’altra pronuncia del Tar, a Carrara riaperta l’ultima cava “sospesa”
Si torna a lavorare anche a La Piana. Trivelli: in fase di trattativa con la Regione chiedemmo di bloccare solo le aree difformi
CARRARA. Si torna a lavorare anche alla cava La Piana nel bacino di Colonnata. La sospensiva del Tar è arrivata anche per l’azienda che, assistita dai legali Luca Lattanzi, Cristiana Carcelli, Giacomo Muraca, aveva fatto ricorso sul provvedimento dell’amministrazione comunale che ne aveva bloccato la lavorazione lo scorso fine novembre. Il Tar si è pronunciato sulla sospensione, totale, della lavorazione in base ai dettami della normativa 58 bis che “ferma” chi sfora di oltre mille metri cubi sul piano di coltivazione. Nel merito si discuterà il prossimo mese di aprile. Ma intanto un’altra cava può riprendere ad escavare dopo quasi tre mesi di stop forzato anche se, come disposto dal tribunale regionale, potrà farlo solo nelle zone non interdette, ovvero non in quelle dove si sono registrati gli sforamenti. la sospensiva.
L’ultima pronuncia (in ordine temporale) del Tar riguarda le cave finite nel mirino dei controlli sullo "sconfinamento" dei perimetri consentiti all’escavazione. E arriva dopo le pronunce che hanno, di fatto, già consentito di tornare al lavoro nelle due cave della cooperativa Canalgrande “sospese” dal Comune, in quella di Lorano Secondo, e in quella di Sponda, conosciuta come cava La Madonna. A queste adesso si è aggiunta la cava La Piana, dove ha stabilito il Tar, si potrà tornare a escavare. Intanto procede l’iter dei progetti correttivi presentati dalle aziende finite nelle maglie dell’articolo 38 bis della legge regionale toscana 35/2015. Si tratta, lo ricordiamo, di cave dove è stata dichiarata e/o accertata «una difformità volumetrica superiore ai 1000 metri cubi rispetto al progetto di coltivazione autorizzato, ma comunque all’interno dell’area in disponibilità a destinazione estrattiva».
L’assessore trivelli No, da palazzo civico la sospensiva del Tar che ha consentito a tutte le cave sospese in base all’articolo 58 bis che “sanziona” gli sconfinamenti, non viene vissuta come una sconfitta. Anzi. L’assessore al lapideo Alessandro Trivelli commenta così le pronunce del tribunale. «Io non la vedo proprio come una sconfitta per l’amministrazione - spiega l’assessore Trivelli - Io la vedo in senso positivo, anche e soprattutto sotto il profilo dell’occupazione». E quindi entra nel merito puntualizzando un passaggio preciso relativo alla trattativa che è stata portata avanti in Regione proprio sul 58 bis. «Nella fase di trattativa avvenuta proprio in Regione - continua - la proposta della nostra amministrazione era analoga a quella arrivata nelle pronunce del Tar. Noi, infatti, avevamo chiesto di bloccare la escavazione solo nelle aree di cava in cui si erano registrate le difformità: questo proprio per salvaguardare l’occupazione». E per quel che riguarda il nuovo maxi ricorso collettivo sotto l’egida di Confindustria, sempre in merito all’applicazione del 58 bis, l’assessore Trivelli non si sbilancia. «Il nuovo ricorso? Ormai ci siamo abituati è il modo di comunicare degli imprenditori del marmo».
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