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Lunezia rinasce a Lerici: «Basta regioni matrigne»
I “volenterosi” della nuova geografia istituzionale guardano con fiducia e speranza al governo: «Almeno la componente leghista si è espressa a favore del riordino»
PONTREMOLI. I “Volenterosi” che vogliono creare Lunezia, la nuova regione fra Lunigiasa, Emilia e Liguria non si fermano e rilanciano la loro iniziativa. «La Regione Emilia- lunense, già approvata in sede costituente, può nutrire ragionevoli speranze per diventare una forte realtà istituzionale – dicono con fiducia i Volonterosi al termine di un’assemblea nella splendida Baia Blu di Lerici, che ha dato nuova vitalità all'associazione.
«Su impulso di nuovi e vecchi sostenitori, il presidente Rodolfo Marchini, insieme ad altri membri del direttivo, con la regia di Paolo Borzoni, ha convocato tutti i simpatizzanti per riaggiornare l'agenda e mettere in calendario gli appuntamenti per il 2019. È stato un momento di confronto tra personalità della politica e della cultura, operatori economici e liberi professionisti, a cui hanno portato il loro contributo il sindaco di Lerici, Leonardo Paoletti, il sindaco di Maissana Egidio Banti, il vicesindaco di Caorso Fabio Callori. Messaggi di saluto hanno inviato Lucia Baracchini, sindaco di Pontremoli e Guido Mottini, vicesindaco di Massa.
«Di fronte a regioni matrigne che accentrano la gran parte delle risorse economiche sulle già congestionate città metropolitane di Bologna, Firenze, Genova e Milano, lasciando le briciole ai loro territori marginali, occorre una decisa ristrutturazione», è la posizione dei pro Lunezia. Per questo Il programma associativo del 2019 si realizzerà su «iniziative concrete per contribuire a rafforzare il tessuto economico e sociale del territorio». Si metterà prima di tutto a fuoco il tema delle infrastrutture, per passare successivamente al sistema turistico (Cinque Terre, Marina di Massa e di Carrara, Parco nazionale, Via Francigena, Via degli Abati, Città d'arte, zona rivierasca del Po), e poi dare vita ad un forum che sia capace di fare interagire il mondo economico produttivo con quello culturale (Università) e quello finanziario. «La prima, indispensabile, verifica si dovrà fare con la realtà politica del territorio, a partire dalle attuali forze di governo gialloverde, che nel recente passato avevano espresso (almeno nella componente leghista) opinioni favorevoli al riordino istituzionale e a un disegno regionale più consono e vantaggioso per le aspettative dei cittadini. Sarà importante anche un confronto con le organizzazioni economiche e sindacali per preparare il terreno più propizio alle scelte della politica e delle istituzioni».
A questo impegnativo lavoro hanno dato la loro fattiva disponibilità i componenti del nuovo direttivo dell'associazione: Rodolfo Marchini, Egidio Banti , Nicla Ghironi, Flavio Franceschi, Marco Alberici, Stefania Giovando, Giuseppe Lusardi, Fabio Callori, Pietro Giorgeri, Paolo Borzoni, Luigi Filippi, Umberto Varoli, Alessandra Amadasi, Luigi Borzoni, Mario Baiocchi, Stefano Santini, Nadia Bussolotti, Remo Borzoni, Enrico Poli, Enrico Ghizolfi, Franco Gandolfini, Mirco Manuguerra, Einer Menozzi, Romolo Cifelli, Giuseppe Cecchinelli, Giovanni Conti. Il lavoro del direttivo sarà poi articolato su 2-3 sezioni territoriali funzionali a favorire la partecipazione di tutti e a coordinare efficacemente l'azione dei nuovi aderenti. —
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