Il Tirreno

la polemica sulla festa in piazza 

«È come se ognuno avesse pagato un biglietto di 62,5 euro...»

Il consigliere di opposizione Gianenrico Spediacci ribatte all’autodifesa dell’assessore Forti: assurdo spendere 50mila euro

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CARRARA. «La risposta dell’Assessora Forti alla mia interrogazione certifica il fallimento della serata del 31 dicembre a Marina di Carrara»: così Gianenrico Spediacci, consigleire di opposizione. «Anche prendendo per buone le stime dell’Assessora della presenza di 800 persone (e ho decine di testimoni pronti a dichiarare che in piazza non c’erano più di 250, presenza peraltro confermata dalla foto scattata dal palco dagli organizzatori nel momento clou della serata) esiste una sproporzione netta tra un bando da 50.000 euro a carico della collettività per un pubblico così ristretto. Per intenderci, è come se il Comune per ogni spettatore avesse pagato 62,5 euro di biglietto per assistere allo spettacolo di un Dj sconosciuto ai più. E se le cifre sciorinate dall’Assessora per la pubblicità investita nell’evento fossero vere, il flop risulterebbe ancora più clamoroso a dimostrazione di come la comunicazione non abbia sortito alcun effetto, visto che qualche centinaio di persone sarebbero state in strada anche se si fosse offerto un brindisi collettivo e della musica a cifre uguali a quelle spese dagli altri comuni della Versilia. Mi risulta che, per esempio, a Viareggio fossero presenti in piazza Mazzini migliaia di persone a festeggiare di fronte ad un palco pagato dagli sponsor (insieme al luminoso albero di Natale). A Carrara la montagna (di euro) ha prodotto un patetico topolino, espressione plastica - agiunge Spediacci - di una Amministrazione incapace di prendere decisioni corrette a favore degli “amati cittadini”. Come si sarà notato, ho evitato di dare un giudizio artistico (peraltro soggettivamente negativo), evidenziando come, nonostante i nomi roboanti e l’acclarato battage pubblicitario, il Capodanno carrarino sia stato il più costoso e il meno frequentato di tutta la Costa, dopo essere stato presentato e sbandierato come l’evento per antonomasia. Per un Partito che è cresciuto ed è stato votato per la promessa di ridurre i costi in generale ed azzerare quelli inutili, la gestione della Festa di capodanno è stata la dimostrazione di come sia difficile governare un Amministrazione senza avere sufficiente esperienza o adeguata professionalità».

Secondo Spediacci, «è palese che tale iniziativa vada rivista perché non si possono spendere i soldi in questo modo. Non vorrei che si facesse la stessa cosa che si è fatta l’anno scorso quando si è cercato di giustificare il fallimento delle iniziative di allora (muro delle idee e filodiffusione) dicendo che avrebbero prodotto benefici per il futuro che, come appare evidente, nessuno ha visto e che nessuno si è preso lo scrupolo di rendicontare. Sbagliare è umano ma perseverare…». —

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di Redazione web