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Barumba, chiesto il processo per otto Derivati: parla Giubilaro

Barumba, chiesto il processo per otto Derivati: parla Giubilaro

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CARRARA. Li avevano riuniti, per farli “viaggiare insieme” davanti al gup. Ma dopo un’udienza lampo (nel caso del Barumba) e una, invece, molto più complessa e tecnica (per il caso del maxi derivato), i due fascicoli marceranno ognuno per conto suo. Per il Barumba è arrivata la richiesta, peraltro già annunciata, dei rinvii a giudizio e se ne parlerà il prossimo 28 febbraio in tribunale data già fissata per la discussione della difesa. Per il maxi derivato invece ha ricostruito la vicenda il procuratore capo Aldo Giubilaro e l’udienza è stata rinviata al prossimo 28 marzo per far discutere la difesa, in questo caso il professor Adriano Martini e l’avvocato Luca Pietrini.

i rinvii a giudizio

Davanti al giudice la spiaggia libera della Fossa Maestra, quella del Barumba beach, la cui gestione - secondo la Procura - fu affidata con lo sconto e senza gara, per due estati di seguito, quelle del 2014 e del 2015. Una indagine, condotta dalla Capitaneria di Porto di Marina di Carrara per la quale è arrivata dalla procura la richiesta di rinvio a giudizio per otto indagati: l’ex sindaco Angelo Zubbani, e la sua giunta (ossia gli allora assessori Andrea Vannucci, Giuseppina Andreazzoli, Dante Benedini, Massimiliano Bernardi. Giovanna Bernardini e Fabio Traversi). Insieme a loro anche l’ex dirigente Pierluigi Bessi. Due le contestazioni; la prima, con l’ipotesi di accusa di abuso d’ufficio in concorso, riguarda il sindaco Zubbani, Vannucci, Andreazzoli, Benedini, Bernardi e Traversi. La seconda contestazione della procura riguarda l’affidamento della stessa spiaggia per l’estate 2015, indagat l’ex dirigente Bessi, Zubbani, Vannucci, Benedini, Bernardi, Bernardini (che era assente alla riunione di giunta dell’anno prima) e Traversi.

il maxi derivato

Il maxi derivato è finito nel mirino della Procura. Tre sono gli indagati: l’ex sindaco Angelo Zubbani, con l’ipotesi di abuso d’ufficio; l’ex dirigente alle finanze Stefano Pennacchi e l’assessore alle finanze dell’epoca Claudia Laudanna per peculato. Le motivazioni sarebbero che il primo cittadino, pur avendo da tempo almeno due pareri che lo spronavano ad aprire un contenzioso con la società titolare del derivato, avrebbe aspettato ad aprirlo. L’ipotesi di peculato riguarderebbe il fatto che sarebbero stati distratti a profitto altrui (gli istituti titolari del derivato), denaro appartenente alla collettività carrarese. —

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