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Cave, il Comune fa slittare i piani di aggiornamento, se ne parla a fine febbraio

Luca Barbieri
Cave, il Comune fa slittare i piani di aggiornamento, se ne parla a fine febbraio

L’assessore Trivelli adduce “motivi tecnici, abbiamo gli uffici molto impegnati” e si attende il pronunciamento nel merito del Tar

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CARRARA. Pianeta lapideo: dall'ufficio marmo di Palazzo civico partono le “ pec” verso le aziende del settore; si va verso la proroga di un mese per la consegna dell'aggiornamento del piano di coltivazione. A pochi giorni dalla pronuncia del Tar (nonché dalla questione del ricorso collettivo), gli uffici di piazza Due Giugno del settore marmo comunicano alle aziende la proroga per il termine in cui consegnare l'aggiornamento dei piani di coltivazione (lo stato dei lavori, in sostanza). La scadenza, fissata originariamente per il 31 gennaio, viene infatti prorogata al 28 febbraio.


«Sia per motivi tecnici, perché abbiamo gli uffici molto impegnati, e poi vediamo nel merito il Tar. Sarebbe inutile portare avanti poi altri casi con l'udienza ad aprile», ha spiegato l'assessore Alessandro Trivelli in coda alla commissione con al centro la norma transitoria 58 bis e le sei cave dell'ormai nota vicenda. Insomma, una proroga in attesa di uno scenario più chiaro che non escluderebbe l'aggiungersi di altre cave nella questione. Scenari inoltre al vaglio della seduta; prima, però, il punto della situazione. Cinque i progetti (di messa in sicurezza e di risistemazione ambientale richiesti dalla norma 58 bis) presentati, ha fatto sapere Trivelli, con la Cooperativa Lorano che è già ripartita con l'attività.


E quindi oggi si terrà la conferenza dei servizi per la cava numero 64 (Cave di Sponda); il 6 febbraio per una (la numero 150) della Cooperativa Cavatori Canalgrande. Tempi più lunghi per Escavazione marmi Lorano II e per la numero 95 della Cooperativa Canalgrande per via, spiegano gli uffici di palazzo civico, «dell'intervento necessario anche della paesaggistica, ma il procedimento è stato avviato». Ingra srl invece non ha presentato il progetto. 5 progetti, dunque, 4 i ricorsi al Tar, ha proseguito nel punto l'assessore. Due, di cui abbiamo parlato, della Cooperativa Cavatori Canalgrande ed Escavazione marmi Lorano II che sono ripartite con l'attività (salvo l'area in cui sono contestate le difformità), in attesa dell'udienza del 2 aprile. Altri due saranno discussi martedì (per Ingra Srl e Cave di Sponda). «Scenari su un'eventuale settima?», ha incalzato Cristiano Bottici. «Un'ipotetica settima dovrebbe impugnare il provvedimento sulla sospensione dell'attività anche se il Tar probabilmente concederebbe la sospensiva come precedentemente. Si potrebbe uscire dalla situazione con un'ordinanza del dirigente sulla parte abusiva», ha replicato Marina Vannucci, legale di piazza Due Giugno. Tempo anche per una battuta dell'assessore sul ricorso collettivo. «Il dirigente ha indicato quanto espresso nel comma 6 del 58 bis».

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