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Cassa integrazione, boom di richieste Da 900 a 5.000 ore in un solo mese

Cassa integrazione, boom di richieste Da 900 a 5.000 ore in un solo mese

E anche le domande per la disoccupazione rimangono elevate. La Uil: segnale di una forte frenata dell’economia

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MASSA. Quando c’è da fotografare un territorio, ci sono variabili che quella foto aiutano a scattarla meglio di altre. Una di quelle è la cassa integrazione. Perchè se le richieste di accesso all’ammortizzatore sociale aumentano, beh allora è un chiaro segnale che l’economia non va a gonfie vele. Piuttosto ristagna, è finita in secca. . Così quando la Uil, dati alla mano, guarda al numero di ore di cassa integrazione ad ottobre e a quanto quel numero è cresciuto rispetto a settembre, non può far altro che prendere atto di una bella frenata dell’economia apuana. Se a settembre le ore di cassa interazione ordinaria richieste erano, infatti, 900 (numero rimasto più o meno costante da diversi mesi), ad ottobre - stando al report Uil nord Toscana - il numero ha raggiunto quota 5.000. A tracciare il quadro è Franco Borghini, segretario Uil: «Il dato locale, purtroppo, fa emergere un fortissimo aumento del ricorso alla Cassa integrazione ordinaria nella nostra provincia. Non sono numeri clamorosi, ma tracciano un trend che speriamo venga disatteso dalle analisi successive ancora in fase di elaborazione. A preoccupare - precisa - è il salto mensile».

Dato particolarmente allarmante perché - spiega Borghini - quelli per la Cassa integrazione ordinaria non sono rinnovi, ma nuove richieste. Si tratta di imprese «che introducono per la prima volta la misura di tutela ed è il segnale di un tessuto economico locale che, dopo l’estate, è ripartito con una forte frenata. Non si tratta solo degli stagionali, che iniziano già da settembre, ed è un balzo troppo forte per limitarlo al settore del turismo».

La sensazione è che l’intero tessuto produttivo sia in sofferenza. La Cassa integrazione, infatti, è l’altra faccia del rinvio di investimenti e della tendenza degli imprenditori al risparmio, con la contrazione delle spese, anche per le risorse umane. A chiarire il concetto è Moreno Guelfi, membro della segreteria della Uil Nord Toscana: «Consideriamo un’azienda che stia valutando l’acquisto di macchinari - Guelfi si affida alla concretezza dell’esempio - nel caso in cui introduca ore di cassa integrazione per i suoi dipendenti, decide di rinviare l’acquisto di quelle macchine e risparmia sui dipendenti. Perché , con la cassa integrazione, il personale non grava, se non in piccolissima parte, sull’imprenditore». La Cassa integrazione, infatti, prevede che sia l’Inps a versare una somma di denaro al lavoratore a cui l’azienda abbia ridotto la retribuzione. Certo - spiega la Uil - non può essere letta come segnale incoraggiante la diminuzione della cassa integrazione straordinaria perchè quella diminuzione - motiva il sindacato - «è strutturale, dovuta al fatto che quel tipo di cassa integrazione non è stato rinnovato dal Governo e va verso l’esaurimento».

Certo per un’analisi completa - sottolinea Borghini - è indispensabile attendere i dati dei mesi successivi. Ma il timore, fin da ora, è che quei dati possano rafforzare un trend. Trend che già confermano le richieste di disoccupazione: « Continuano ad essere elevate - spiega Borghini - segno di una realtà con problemi storici strutturali che non ha trovato una vera ripresa. L’autunno - rincara il segretario - ha visto una macchina produttiva ferma al palo, senza spinta propulsiva, come evidenziato peraltro dai dati nazionali. Solo che da noi si parte già da una situazione di emergenza».

Il sindacato, quindi, invita le istituzioni, locali e nazionali, alla massima attenzione al lavoro perché«gli strumenti ordinari della cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga, stanno venendo meno». L’appello, quindi è alla riorganizzazione degli ammortizzatori sociali. 

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