Il Tirreno

lo sviluppo del litorale 

Ex Colonia Motta: ancora deserta l’asta da 5 milioni di euro

M.D.A
Ex Colonia Motta: ancora deserta l’asta da 5 milioni di euro

Nessuno si aggiudica l’immenso fabbricato sul lungomare La strategia sembra quella di far calare ancora il prezzo

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massa. Un’altra fumata nera per l’acquisto della ex colonia Motta, che ieri mattina, alle nove, nella sala aste del Tribunale di La Spezia, ha affrontato la sua ennesima asta pubblica, andata deserto. 5 milioni di euro per diventare proprietari della ex colonia marina, 35mila metri quadrati di superficie totale, di cui 7mila di fabbricato, mille di piscina scoperta, e 15mila di pineta. Troppi, forse, anche per l’armatore Enrico Bogazzi, che da anni ormai tenta di far valere i propri diritti sulla proprietà.

Per adesso nessuno se l’è comprata e dovrà essere programmata una prossima asta, dove il prezzo della storica colonia scenderà ancora: la prima volta, era il 2016, il suo valore fu stimato in 11 milioni di euro e la base d’asta partì da otto milioni e 837mila euro, per poi calare ogni volta del 15%.

Un investimento, nel comparto turistico e immobiliare, pericoloso ma che potrebbe risultare veramente redditizio se andasse nella direzione giusta. La Motta purtroppo è in stato di totale abbandono e la struttura è in pessime condizioni di conservazione. A tal punto che, qualsivoglia idea di riutilizzo, non può che passare da una notevole ristrutturazione.

Dopo il fallimento della società che la gestiva negli anni novanta è stata la Csc Logistica, controllata dall’imprenditore Enrico Bogazzi, che si è fatta carico del fallimento della Residence Pineta srl con la formula del concordato fallimentare. La Csc aveva pagato il passivo della Residence Pineta esponendosi per oltre 5 milioni di euro, senza diventare formalmente proprietaria della ex colonia Motta, ma in pratica acquisendo i diritti che aveva la vecchia proprietà.

Il “gioco” strategico è stato subito abbastanza chiaro: se la ex colonia Motta fosse stata venduta ad un prezzo più alto di 5 milioni di euro, l’affare sarebbe stato, ovviamente, di tipo monetario, ma se invece, come a questo punto potrebbe accadere, dopo vari tentativi di asta, fosse venduta a un prezzo minore di quello erogato da Csc, allora Bogazzi diventerebbe proprietario della colonia.

A parte l’asta deserta c’è un’altra incognita che pesa sulla Motta ed è il regolamento urbanistico di Massa, ancora fermo a Firenze e incapace, a quanto pare, di dare risposte reali allo sviluppo delle colonie —M.D.A

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