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Forti: Canova al CarMi in accordo con l’Accademia
L’assessore alla cultura sgombra il campo dalle polemiche: l’iniziativa promossa è il contributo del Comune per i 250 anni della Fondazione, nessun contrasto
carrara. «La mostra su Canova al CarMi? Frutto dell'accordo con l'Accademia: è il nostro contributo per i 250 anni dalla fondazione».
L'assessore Federica Forti non chiude al progetto targato Accademia di Belle Arti di Carrara di far ospitare all'interno di Palazzo Rosso i gessi del Canova; anzi – rilancia – in attesa di riavere Palazzo Rosso, dal 2019 al 2020 ecco una mostra al CarMi pensata ad hoc che non esclude l'altra, bensì in «continuità».
Il punto della Forti
«Anche in virtù dell'accordo che abbiamo sottoscritto con l'Accademia di Belle Arti sulla gipsoteca, il nostro contributo per i 250 anni di Accademia è rappresentato da questo evento che durerà tutto l'anno – spiega –. Abbiamo una collaborazione per valorizzare il patrimonio della gipsoteca e quest'anno, per esempio, abbiamo fatto il focus sugli artisti di Carrara. Adesso puntiamo su Canova», continua la Forti. Insomma una mostra non esclude l'altra, anzi. E l'assessore smorza quelle polemiche nate sui social network sulla paternità della mostra da attribuire all'Accademia e fa chiarezza: «I gessi a Palazzo Rosso? È legato al Bando Periferie quindi sicuramente non sarà disponibile prima di due anni». Impasse per via del Bando Periferie per riavere Palazzo Rosso disponibile (e quindi aperto per i gessi del Canova) e allora ecco, nell'attesa, la mostra al CarMi (al piano terra), «dove abbiamo coinvolto fin da subito il direttore: c'è un accordo e abbiamo un dialogo aperto con l'Accademia, non solo su Canova e la gipsoteca. Questa mostra dà continuità, ripeto, finché non sarà possibile possibile parlare concretamente di Palazzo Rosso», sottolinea e chiosa l'assessore.
Secondo la delibera di giunta del 21 dicembre scorso, riepiloghiamo, per la mostra («un progetto di tale levatura», si leggeva) erano stati messi sul piatto da piazza Due Giugno 150 mila euro («implementabili tramite l’eventuale intervento di partner economici dell’ente», veniva aggiunto) per i due anni di esposizione: 100 mila nel 2019 e i restanti nel 2020. La mostra si svolgerà nel periodo che va dall'agosto di quest'anno al maggio del 2020 e si terrà al CarMi nel Parco della Padula a Carrara; anche se – precisavano nel documento – al vaglio anche l'ipotesi di estenderla ad altre sedi museali cittadine. Protagonista, ovviamente, lo scultore Canova per un evento che vada a sottolineare «l’importanza storica di un artista che ha trovato in Carrara uno dei luoghi più significativi per la sua crescita stilistica e rappresentato un maestro per numerosi scultori coevi, che vede molte delle sue opere permanentemente collocate nei principali musei nazionali e internazionali, puntando anche su una elevata tecnologia multimediale e sull’esaustività di apparati didascalici».
Domani intanto scade l'avviso esplorativo per la realizzazione, l'organizzazione e la gestione dell'evento. Un progetto con un chiaro obiettivo secondo piazza Due Giungo: «dovrà essere ideato e costruito in modo da porre in risalto la maestria di Antonio Canova e i rapporti con la città di Carrara e l’Accademia di Belle Arti di Carrara, garantendo un’esauriente lettura e comprensione da parte del pubblico anche attraverso apparati didascalici, una elevata tecnologia multimediale, prevedendo la valorizzazione della gipsoteca di proprietà dell’Accademia stessa e l’utilizzo eventuale di opere provenienti anche da altre realtà museali e adottando una efficace campagna promozionale». —
Luca Barbieri
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