Il Tirreno

la richiesta 

«Servono telecamere per monitorare l’area»

Irene Rubino

1 MINUTI DI LETTURA





massa. «I fari devono restare puntati sul Lavello»: così Flavio Franciosi, membro carrarese del comitato ambiente e salute di Massa-Carrara – i problemi ambientali non riguardano solo il depuratore, ma anche le sponde, gli argini del piazzale dove si trova l’accampamento nomadi, gli scarichi delle acque piovane dai piazzali dell’ex Coca e dell’area retroportuale dai quali si è spesso riversata nafta. Noi continueremo a chiedere che queste aree siano monitorate attraverso telecamere».

Franciosi ha rivolto alcuni ringraziamenti: «All’assessora all’ambiente di Carrara Sarah Scaletti e al consigliere massese Paolo Menchini dei cinque stelle, che ha chiesto un incontro congiunto tra lele commissioni di Massa e Carrara. Il comitato attiverà l’avvocata Lucia Bianchi per valutare se fare causa a Gaia.”

Sabrina Albertoni, residente sulla foce del Lavello dal lato di Carrara, racconta la situazione che vive da almeno due anni: «Ci svegliavamo di notte perché l’aria era asfissiante; la sensazione era quella di respirare ammoniaca. Al mattino ritrovavamo l’acqua sporca». Il suo concittadino Paolo Vatteroni esprime amarezza: «Com’è possibile che nel 2019 vi sia un torrente dove viene sversato di tutto: ma dove viviamo? La società non si preoccupa dunque fino a che non ci scappa il morto? Va trovata una soluzione definitiva perché i cittadini possano vivere in un ambiente salubre. Mi attiverò ancora per portare il mio modestissimo contributo». —

Irene Rubino



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web