Il Tirreno

in aula 

Fanno 107 euro di spesa ma non passano in cassa

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massa. L’addetto alla sicurezza di Esselunga - lo ricostruisce ieri in aula di fronte al giudice Valentina Prudente - si rende subito conto che quella coppia, un uomo e una donna, ha un atteggiamento sospetto: da come si muovono, da come si guardano intorno, da come parlano. A voce bassissima. Li tiene d’occhio e si accorge che i due raggiungono la gastronomia: prendono una busta di soprassata, lui le si para davanti per coprirla e lei lascia cadere la busta dentro la borsa da passeggio.

Sistemato il cibo, passano alle bibite e optano per i liquori: scelgono 4 bottiglie di un prodotto costoso. Quelle bottiglie finiscono dentro il giubbino dell’uomo. Manca il dessert: la coppia sceglie un pacco di merendine. E con quello - e solo quello - si presenta in cassa e paga. L’addetto alla sicurezza aspetta che raggiungano la porta, chiede loro di esibire lo scontrino, verifica che è stato pagato solo un pacco di merendine e li invita a seguirlo nell’ufficio. I due non fanno alcuna resistenza e - così riferisce il testimone in aula - ammettono di aver sottratto merce senza pagarla per un valore di 107 euro. Il supermercato avvisa le forze dell’ordine. Scatta la denuncia: i due sono a processo con l’accusa di furto. Ieri in aula, il responsabile della sicurezza, come testimone, ha risposto alle domande della pm Sara Parizzi e ha ricostruito l’accaduto. Il processo è rinviato al 25 gennaio. —

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